“Il richiamo delle Spade”

Inauguriamo stasera una nuova categoria: cose da leggere o vedere, possibilmente a scrocco o su baratto. Joe

Qualche giorno fa avevo detto che avrei scritto about questo libro. Dato che credo durissimo nel potere di internet e della capacità di googlare di ognuno di noi, vi lascio ai vostri convenevoli esterni con il signor Abercrombie su chi è cosa fa cosa scrive, così non vi rompo con tutta la trama e i personaggi etc, che non so fare recensioni vere, ma è solo un invito alla lettura.

Questo libro è edito nel nostro paese dalla Gargoyle Books, e l’ho trovato al salone del libro di Torino. Scontato, perché da catalogo esige tipo 20 euro. Me lo hanno spacciato come primo di una trilogia, ma mi sa che non è del tutto vero… Antefatto: è il primo libro di Abercrombie che leggo, e mi ricordo il nome perché per un sacco di tempo l’ho visto stampato su felpe bruttissime. Di conseguenza, quando in una libreria tedesca ho trovato i suoi testi con copertine incredibilmente fighe, è stato facile per me ricordarmi il nome e quindi tirarlo su a Torino. E, ammetto, se non lo avessi visto in Tedeschia, non gli avrei dato dù lire al Salone. Dopo però 200 pagine, invece, diciamo che tira ancora con un bel terzetto di personaggi {ovviamente il mio preferito è Glokta, ma io sono una degenerata}. Il libro si presenta molto carino: la coperta ha una bella grafica, un bel font, una specifica di romanzo fantasy così siamo sicuri di cosa comperiamo.

libre Bio & foto dell'Individuo. Giusto per darvi un’idea di quanto possa essere carino sulla libreria e su chi sia l’individuo che lo ha scritto, con quella posa da signore oscuro un po’ retrò.

Fin qui tutto bene. Il problema è che quando l’ho comperato io, c’era anche una fascetta per accattivare un certo tipo di pubblico che ti fa crollare a zero le aspettative. QUESTA:

Zaaaan!

Non ho visto ciò che i miei occhi hanno visto, non credo ciò che la mia mente crede, mio Dio.ZAAAAN ZAAAAAN ZAAANH!

Per fugare ogni dubbio, lo zoom era necessario – accompagnato con dei tum-tum-tuuum alla 2001 odissea nello spazio. Non nego che la mia prima reazione sia stata di metterlo giù subito. Non per altro, ma da lettrice del genere non ritengo quel settimanale citato una fonte adeguata. Vanity Fair è un settimanale femminile, molto gradevole, si, preparato su ALTRI argomenti. Non è una rivista dedicata ai libri.
Anche perché poi lo volti e trovi estratti di The guardian, the times, un premio Pulitzer, per cui roba da piazzarci davanti ne avevano a iosa. Sarebbe come se io entrassi in una profumeria e sulla reclàme di un noto mascara superfighissimo mi trovo la foto di Stephen King che mi fa ” DA PAURAAA!”.  Ci credo ma la Eva Longoria sarebbe più rassicurante.
Non sto mettendo in dubbio la serietà della fonte, quanto la sua adeguatezza. Ho quindi preso un Vanity fair e ho cominciato a sfogliarlo. Delle duecentobanana pagine di svariati contenuti, ovviamente tutti femminili accentuati su moda, accessori, frivolezze, un paio di articoli socialmente approfonditi, creme anticelluliti, lettere ai Corinzi, se è di moda o meno tradire {…} ho trovato 2 libri solo con una decina di righe. Il primo è una edizione pregevole corredato da fotografie sulla figura di un grandissimo stilista, e poi su un romanzetto da spiaggia alla brutta copia di un brutto libro di 50 sfumature. Su questo giornale inoltre ricordo anche uno “speciale GoT” che prendeva  per il culo chi leggeva fantasy , e anche un uso spropositato della parola “pettorali” in una recensione sul tf Arrow in cui lo parificava a Batman senza aver mai conosciuto il nome DC comics. Per cui si, diciamo che non sei adeguato.  Fosse un libro di Gossip Girl, sarebbe una fonte adatta.
Inadeguato è anche il parificare un autore come Abercrombie a Martin solo perché adesso Zio Bretella ha all’attivo una serie di spropositato successo {qualora non si fosse capito, io amo alla follia Martin, il suo lamaggio selvaggio sui personaggi e le sue bretelle di fuoco}.
Il rischio più grande quindi che corre chi non conosce un autore è leggere questo tipo di recensione, acquistare il libro troppo motivato, cominciare a leggerlo e dopo 50 o 100 pagine chiedersi quando comparirà la Martinicità. Di conseguenza ne resta deluso, perché i due autori sono molto diversi tra di loro, la storia è ovviamente diversa così come l’approccio ad essa; il titolo è “the blade itself”, non c’entra una mazza con quello italiano, messo così apposta per creare un richiamo all’italianizzato Tempesta di Spade.
In comune hanno il genere fantasy, più punti di vista, guerre, personaggi poco ‘classici’, un Re del Nord, un uso un po’ strano ma nemmeno tanto della Magia. Così però si perdono lettori solo a fronte di un pugno di vendite in più. Inoltre non è un libro per ragazze, per questo mi ha lasciato molto perplessa -già lo sapevo. Nessuno dei personaggi è come dire… adeguatamente bonazzo e scarsamente approfondito da creare quel vuoto  che li renderebbe tanto appetibili alle fantasie Sfumaturisticamente Twilighteriane. Insomma, dopo 20 pagine chiudono il volume.
Ho letto 200 pagine circa, e mi sta piacendo. Non è niente di innovativo, non fioriranno cloni da qui all’eternità, non mi sto strappando i capelli. Si legge bene: Tre Punti di vista, molto chiari, molto classici; ambientazioni curate e personalizzate; per ora, poco uso della sbrigativa “magia ex machina”; piuttosto cinematograficamente semplice, i cattivi fanno un po’ gang disney ma convincenti; dialoghi graziosi; due donne per ora credibili. Ha un sacco di elementi per cui si vende tranquillamente da solo; lo avrei comperato lì stèss anche se fosse stato una trilogia sull’Inquisitore Glokta, perché tra i tre lo preferisco. Vi lascio lo spezzone che ho trovato più convincente -ma non vi dico di quale dei tre- che secondo me si poteva riadattare per il retro:

“Tu ne hai visti uccidere molti, Invece?”
Fece una smorfia. Quando era giovane sarebbe stato più che contento di rispondere a quella domanda.[…]
“Ho combattuto in tre campagne” cominciò, “sette battaglie compali, innumerevoli assalti, schermaglie, difese disperati e atti sanguinosi di ogni tipo.  Ho lottato nelle tempeste di neve, nel vento che ululava, nel bel mezzo della notte. E’ tutta la vita che combatto, contro nemici e amici, non ho conosciuto altro. Ho visto degli uomini lasciarci la pelle per una parola, per uno sguardo, per un nonnulla.
Una volta una donna ha cercato di accoltellarmi perché avevo ucciso suo marito e io l’ho buttata in un pozzo.
E questo è niente. La vita per me valeva quanto un pugno di cenere, o anche meno.
Ho combattuto dieci duelli e li ho vinti tutti, ma sempre dalla parte sbagliata, per ragioni sbagliate.
Sono stato spietato, brutale e codardo. Ho accoltellato degli uomini alla schiena, li ho arsi vivi, li ho affogati, li ho schiacciati coi massi, li ho uccisi mentre dormivano, disarmati, o mentre scappavano. Io stesso sono scappato più di una volta. Mi sono cagato sotto dalla paura e ho implorato perché mi risparmiassero la vita. Sono stato sferito spesso, e gravemente, ho urlato e frignato come un bambino staccato dalla tetta della madre. Non dubito che il mondo sarebbe un posto migliore se mi avessero ucciso anni fa, ma sono ancora vivo, e non capisco perchè.”

Perché, ricordiamoci, la guerra è uno sporco affare, e solo chi puzza di Estate pensa siano solo onori e schermaglie eroiche.

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3 pensieri su ““Il richiamo delle Spade”

  1. Posso assicurare che è proprio una trilogia! ^^
    Io ho preso l’ebook bundle in inglese e credo di aver speso poco più di 10 euro. Non ti dico nulla per non svelarti troppo, ma fai bene a non paragonarlo a Martin! Quando hai finito di leggere, se ti va passa a leggere ciò che ho scritto. Spero di non aver disseminato anticipazioni!

    • Il problema è che in Italia hanno giá pubblicato un altro libro suo che mi pare sia “Heroes”, e pare che un personaggio o due siano in comune, ma questo delle spade me lo hanno spacciato come primo di quel ciclo. Infatti manca un po’ della crudezza zarra di Martin, si vede 🙂
      Wordpress da un sacco di problemi anche a me soprattutto con la app, ma passo volentieri a dare un occhiata ( u.u sono impermeabile agli spoiler anzi xD)

      • “The Heroes” è in effetti ambientato qualche anno dopo la trilogia. Si tratta di un grosso spoiler di circa 600 pagine, oppure un modo di leggere la storia in prospettiva diversa. Mi risulta che la trilogia “The First Law” sia stato il primo lavoro da lui scritto, mentre i tre successivi romanzi sono autoconclusivi, incluso quello da te citato – e alcuni dicono che sono migliori, ma sinceramente non ti so dire.
        🙂

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