“La Regina della Rosa Bianca”

Tecnicamente L’estate è la stagione in cui si legge di più. Per me no dato che è la stagione in cui lavoro, quindi ora che sto per concludere un incarico, posso parlarvi più completamente di qualcosa oltre a “guardatelo è fighissimo!”.
Per la serie “cose da vedere e/o leggere”, questa volta abbiamo un romanzo femminile {ebbenesì}, che domina il mio metro e mezzo di libri che ancora stanno aspettando di essere letti.  Avete stavolta due possibilità: farvi prestare il libro e/o supparvi la serie.

regina

Ho questa edizione molto easy e sfacciatamente presa sotto sconto {un paio di parole mancanti ma niente altro di strano}, 450 pagine circa + nota dell’autrice che vi consiglio di dare un occhio magari prima di leggerlo. Si, sono fan spietata della cartaccia e nemica dei cartonati.
Al momento sono ancora tipo a metà per una buona ragione: è’ il primo libro della Philippa che leggo perché l’ho preso dopo aver visto il primo episodio dalla serie semiomonima.

white queen

La Philippa era già famosa per aver scritto altri romanzi in tema “costume” da cui sono stati tratti dei film, il più famoso penso sia “L’altra donna del Re“.
Già d’impatto, ovviamente, attira di più la locandina del telefilm: per questo non ci ho fatto caso in libreria, anche perché on questi mesi il genere “StruscioSenzaSenso” ha invaso anche la rastrelliera dello Storico, dopo l’Horror e il Fantasy.
La trama la possiamo conoscere tutti googlando il nome di Elisabetta di Woodwille e leggere quel che viene fuori: metà del Quattrocento, Inghilterra, guerra delle due rose che fa girare Lancaster, York, Tudor sul trono come se fosse il gioco della sedia. Il fatto storico in sè è semplice da reperire.
Da lettrice di Martin vi dico che, dato che lo Zio pianificava in realtà di fare una saga proprio su questa Guerra, fa comunque strano sentir dire dal principe di York che “La Regina Lancaster ha fatto decapitare mio padre, il conte di York e ha esposto la sua testa sulle mura“, ma il dejavù è normale.
Questo romanzo è uno dei pochi per cui vale la pena rileggere un fatto storico che magari a scuola ci sembrava molto noioso {prossimamente vi parlerò del genere “storico” per l’appunto} perché viene reinterpretato senza troppe libertà.
E’ interessante in verità lo stile con cui viene raccontata questa storia. Elisabetta di Woodwille è una controversa figura all’interno del panorama storico inglese, c’è chi la vedeva come una cacciamariti, chi come una eroina romantica e chi come una pazza arrivista capace di sfornare tipo 15 figli e di piazzare gli altrettanti fratelli nelle cariche più importanti, partendo dalla sua condizione piuttosto precaria [vedova decaduta di un tizio quasi qualsiasi morto combattendo nella fazione Lancaster quando gli York stanno vincendo].
Questo perché la Philippa si è fatta, nel corso di tutti questi anni di attività da romanziera, una notevole sapienza non solo su un generale Quattrocento inglese, ma sopratutto della condizione della donna, dei processi di stregoneria e della superstizione che dominava l’epoca. Ecco quindi che riempie una figura algida e lontana come quella di una regina di oltre cinque secoli fa con tutto quello che trova e lo fa lavorare in maniera interessante: il fatto che la madre fosse accusata di stregoneria, che lei stessa fu accusata di stregare il marito, gli strani legami con Margherita d’Anjou. Incrocia la leggenda medievale di Melusina con la figura materna, Jacomette di Lussemburgo, che sposa il conte Rivers, richiamando così il collegamento con, appunto, Melusina, leggendaria ninfa che viveva nei fiumi che muta da donna a pesce. I fatti storici vengono quindi riletti dal punto di vista di una donna che fa di tutto per mettere al riparo il proprio marito, i figli, la famiglia, passando dalla mossa politica all’uso delle arti stregonesche.
Il punto più avvincente è proprio questo: riesce ad emergere un insieme di figure femminili durante un lungo ed estenuante conflitto, e sono tutte agguerritissime, senza uscire però dal ruolo dell’epoca; ogni donna fa di tutto per proteggere la propria famiglia e mantenere il proprio status. Insomma, non è che mentre i mariti si facevano la guerra, le mogli stavano ad aspettare facendo la maglia.

A questo punto ci sono due possibilità, visto che il serial tv {targato Starz con la Abc, stessa che produce Da Vinci’s Demon e il più longevo Spartacus} procede spedito negli avvenimenti quanto il libro, inserendo però anche Margaret Beaufort, Margaret d’Anjou e le sorelle Neville che hanno comunque dei libri della stessa autrice che sono contemporanei.
Il libro è scritto in prima persona con il p.o.v. di Elisabetta, ma è molto secco e asciutto di descrizioni. “indosso il mio vestito migliore” e fine della descrizione, avanti con la vicenda; forse fa più descrizioni nei romanzi passati, non saprei. Non perde tempo in romanticherie inutili, Elisabetta ed Edoardo non passano 120 pagine a guardarsi, ci mettono circa 3 giorni a decidere di arrivare al punto. C’è però solo Elisabetta, in prima persona, per cui la visione è molto limitata.

Se invece volete veder una cosa proprio medieval Quattrocentesca e volete vedere il vestito migliore, le armature, la scena dell’Incoronazione a regina, le battaglie etc, o anche più spazio alla stregoneria {mai uno sbrillio, solo a parole/gesti} guardate prima il telefilm, perché è veramente curatissimo sia per costumi, location, pettinature, avvenimenti. Ci sono proprio minime differenze dallo scritto, non importantissime, e comunque è stato seguito sempre dall’autrice. L’unica nota negativa che faccio al libro è che, appunto, è tropo secco, per cui la stessa scena letta nel libro è emotivamente devastante solo quando si vede la “versione cinematografica.”  Non so se sa la Starz lavori con un budget inferiore rispetto ad altri, ma dal lavoro che ne è venuto fuori sono tutti soldi ben spesi, soprattutto per la sceneggiatrice e per i costumi.
Non fatevi spaventare dalla notizia che lo show sia stato cancellato (pare) per la stagione nuova {mi manca di vedere le ultime due puntate della prima serie per essere sicura, ma è già praticamente alla fine…. coi Principi della Torre alla puntata 8 o 9} ma, se effettivamente queste dieci puntate si concludono dove dovrebbero, va benissimo: è comunque una tirata unica dal 1960 al 1500 circa, per cui quel che deve raccontare lo racconta.

Annunci

2 pensieri su ““La Regina della Rosa Bianca”

  1. Il libro è un po’ monocorde, è vero. Ma penso che sia perché siamo state influenzate dall’aver visto prima la serie. Io ho letto prima quello su Margareth Beaufort e non l’ho trovato piatto come questo, anzi.
    Ma davvero hanno cancellato la serie? Io nemmeno sapevo dovessero farne una seconda. Lode e onore alla Starz, allora, che l’ha fatta comunque finire bene.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...