Videolibroteca

Letture autunnali

Questo post-it non era previsto perchè ancora non avevo finito di leggere gli albetti che ho comperato ma… beh, li ho finiti prima delle mie piu’ rosee aspettative.

Dunque, eccoli qui:

image

C’è un grande assente, cioè “WitchDoctor” (Il mio è in prestito ancora, ma ve lo consiglio un sacco), e i Conan nuovi.
Non leggo Bonelli, ma il formato da edicola lo trovo veramente conveniente, rispetto ai megacartonati che adesso vanno tanto di moda. Sono piu’ agili, facili da leggere, paradossalmente piu’ resisenti. Se un cartonato ti sfugge di mano si spezza a metà coi fogli che si scardinano dalla colla. Se un ‘Edicolato’ ti scivola di mano, ti si crepa il pavimento. Misteri.
Andiamo con ordine:
Lucrezia e Alice a Quel Paese: (Silvia Ziche), già finito, soprattutto perché ieri sono riuscita a guadagnare una dedica…

image

Che mi ha fatto molto felice (pikappa *-*). Insomma, tutti chiedevano AliceLucreziaCaneAliceLucreziaCane e in due penso abbiamo ottenuto un Pikappa.
Penso che qualsiasi ragazza della mia età /piu’ grande non possa fare a meno di leggere questo volumetto ed effettivamente accorgersi amaramente di ‘che cavolo è successo negli ultimi vent’anni? Dov’eravamo?’ Perché siamo proprio nel range tra quando eravamo delle piccole Alice e tra il quasi diventare una Lucrezia.
E’ semplicemente un volumetto meraviglioso, per la semplicità con cui snoda le cose piu’ difficili di questo momento (tipo, le due paginette con il Mercato, con la freccina che zompetta per la tavola).
Ok, finito il momento nostalgicoidealistico (sigh), passiamo a quelli piu’ terraterra con cui ho dimestichezza.
Zombie, horror & co.

The Walking dead: 12, quello piccino da edicola. Sulla cartaccia, proprio, ma è il formato che preferisco. TWD lo conosciamo tutti, lo abbiamo visto tutti. Va avanti un po’ per inerzia (ieri me lo ha comprovato la pubblicità che sparano nella metro per la stagione su sky – non ho sky quindi è la prima volta che lo vedo- che lo butta sui numeri, non sul pathos. 1milione id fan su FB, trasmesso in 134 paesi, 7 mln di spettatori solo in USA… ok ma nella trama? Ti fa passare l’idea che se non segui una cosa come un milione di altri, c’è qualcosa di strano).
Il fumetto lo preferisco di gran lunga al tf, ma è ciclico anche quello. Il 12 è un po’ come il 6, e sarà uguale al 18? 20? Anche se difficilmente potrò di nuovo trovare un personaggio come quelli che erano riusciti ad arrivare fino a questo punto.
C’è di buono che te lo aspetti, quindi si apprezzano i modi creativi con cui detona il cast. Se non avessi letto Witch Doctor, in questi mesi  TWD sarebbe quasi il mio horror preferito. Witch Doctor lo polverizza.

Y -l’ultimo Uomo: L’ho puntato per pura curiosità. Riassunto: Per ignoti motivi, tutti gli esemplari maschi del pianeta muoiono nello stesso moomento, tranne Yorik, che deve sopravvivere in una società ormai composta solo da donne.
Curiosa di vedere questa società di donne. Non mi sembra pienamente riuscita (tutte stragnocche tranne mamma?), ma ok è il numero 1, la faccenda interessante e il protagonista è molto divertente.
Fables: Mi sfugge il motivo per cui in Italia campaggia sulla copertina il “C’era una Volta”. Spero che non sia un tentativo di agganciarsi all’orribile Tf che imperversa in questi mesi (che a sua volta si agganciava al fumetto, pare senza citarlo… mah), dove il nonsense di Lost si sposa con un talent show a nostra insaputa per scovare la star da mandare a Disneyworld nei panni di Mulan, Jafar e via così per la sfilata annuale. Perché il tentativo stava fallendo: notando il nome infatti le prime 3 volte sulle rastrelliere l’ho ingnorato, insomma, aspettavo Fables… Sarà questo? Non sarà questo? Sono tanti i fumetti tratti dai telefilm.
Comunque, dalle prime pagine si capisce subito che è un fumetto pieno di genialità e di rimandi molto studiati (studiati per davvero) ai vari personaggi delle fiabe, andando oltre alla visione che possono avere gli statunitensi. Mi piace molto il Prince, finalmente non tanto Charming, e il bel modo in cui si interseca la realtà dei “mortali” con quella delle Fables. Tecnicamente non è una operazione difficile: le fiabe incarnano personaggi e principi universali e storici che possano ben adattarsi a qualsiasi età: la storia di una piuttosto che l’altra si può sempre adattare. Il difficile è non cadere nello scontato volgare -il web è pieno di storielle di  Cappuccetto rosso o Cenerentola svestite e/o Alice gothicheggianti che invocano grandissima modernità: la modernità non si basa sulla lunghezza della minigonna o dello scollo- e soprattutto rendere credibile la storia e lavorare sui particolari. La Bianca Neve di Fables la trovo cento volte piu’ figa e interessante di tutte le Biancaneve che ho visto, senza dover attirare l’attenzione sulla propria fisicità, ma sul suo ruolo all’interno del mondo di Fables e della sua vita in confronto al Principe.

Ok, alla prossima pre-Lucca Comics se ci fanno la Grazia! 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...