[Res # 2] Tecnomanzia

Dropbox è stato creato da Matusalemme. Mi frulla questa intuizione a notare quanto tempo ci mette sempre a caricare i miei file.

Ad ogni modo, visto che tra una cosa e l’altra non ho carta da scansionare, oggi torno sui [res#] inaugurati qualche tempo fa e che avevo lasciato un attimo in sospeso.
Dal mio punto di vista, non sono una Tecnomante di livello eccelso { disegno, leggo, scrivo ancora molto con carta e matita }, ma il bello è che in realtà non c’è una tecnologia univoca risolviproblemi per tutti e tutto, e non esisterà mai. Ciascuno di noi seleziona tutti i giorni gli strumenti che gli sono più congeniali per effettuare il proprio lavoro. 
Quindi, mentre aspettiamo che Skynet ci conquisti, ecco le cose con cui mi trovo meglio per lavorare. Tutto con un semplice e simpaticissimo pot pourri di appS.

  • E-Books, Comixology & Simili.
    Il modo migliore che ha un fumettista e/o scrittore per migliorare è leggere un sacco di ogni genere e tipo. Gli E-books e i fumetti caricati sui vari store sono di grande aiuto per tanti motivi.
  1. Mero, semplice, crudele Risparmio: gli ultimi 3 romanzi e 6 fumetti che ho preso sugli store mi sono costati in tutto 19 euri, contro i 52 che avrei speso a comprarli materialmente, al tempo e alla fatica di trovarli, o ordinarli, o rassegnarmi semplicemente ad aspettare che prima o poi qualche editore di buon cuore li traduca in Italiano. Gli store si aprono su TUTTO un mondo che vi sarebbe altrimenti precluso, per cui non siate timidi.
  2. Se sono in Lingua Originale, vi dovrete perfezionare in inglese o altro per forza di cose.
  3. Offrono anche una certa privacy, perché a differenza delle sciure nella metro di Milano che ci tengono a far sapere a tutti che stanno leggendo un brutto romanzo osè mostrando le copertine, i contenuti che non volete troppo sbandierare sono lì, al riparo nella stiva del vostro telefono o tablet o altro. Di qualsiasi genere e tipo.
  4. Spazio: nel mio caso, si riallaccia al punto 3. Ho troppi libri in casa, in pigne strategicamente studiate. Mi è stato dato l’ultimatum, così non sono più tornata a casa con dei libri. Mi arrivano sul telefono, ma non è necessario che si sappia.
  5. Archivio: potete accedere a testi che non sono più rintracciabili.
  • Gallerie, Tumblr, reference.
    Su ogni canale ci sono artisti di ogni tipo. Ultimamente stanno migrando su Tumblr. E’ una cosa ciclica, una volta si aveva myspace, poi le piattaaforme social si sono moltiplicate. E su ognuna si possono trovare artisti che creano gallerie molto interessanti. Non abbiate paura di aprire anche account su settordici social diversi, ma fate una cernita di chi seguite. Stalkerate ovviamente chi considerate il top del vostro lavoro, poi tutto il mondo che ci gravita attorno { se volete fare i fumettisti, seguite anche inchiostratori, per esempio} e poi una serie di gallerie che possono esservi utile, come coloro che diffondono foto di pose anatomiche con modelli veri, tipo queste gallerie su tumblr:
  1. Figure intere.
  2. Ritratti.

E qualsiasi altro genere pensate possa esservi utile {io per esempio seguo anche la pagina della Nasa e della missione su Marte, per ovvi motivi}.

  • Schermo e memoria per immagini.
    Un mini portatile, un cellulare con lo schermo touch, un tablet: qualsiasi cosa che vi possa essere utile per smaneggiare i vostri file, aprirli e visualizzarli bene. Divisi per cartelle, se serve {Artisti che adorate, le 40 foto che avete trovato delle tende della Mongolia perché vi servono come riferimento, quel file che avete scritto di appunti sulla classificazione degli stromatoporoidi…}
  • Dropbox, il Malvagio Signore delle Tenebre.
    Il maledetto tracotante che però vi permette di spostare file lanciandoli nell’etere pe recuperarli a mò di boomerang da un altro dispositivo e inviare dei link da cui scaricarli a terzi. Archiviata l’era del floppy, del cd, ora sono le chiavette che piangono in un angolo a causa di Dropbox e i suoi fratellini. Io preferisco tenermi comunque un hard disk ed una chiavetta con il materiale, non si sa mai.

  • APPine.
    Ce ne sono centinaia, sia su Samsung che su Apple. Con costi che variano da un euro a dippiù. Di questo dovete tener conto dell’effettivo bacino di utenza che può avere la app che vi interessa. Se è una cosa per una risicata minoranza, facile che costi più di un euro, perché non è come il giochino che piazzi subito.
    Di quelle che uso io per aiutarmi nel lavoro ho una app per mani e teste {‘Handy’}, e una di un manichino anatomico {‘Pose Tool’}.
    Lo sviluppatore di Pose Tool ne ha altre due, una per manga e una per l’anatomia dei cavalli. Costano entrambe, e Pose Tool contiene il manichino da rigirarsi da ogni angolazione, mettere nella posa che vi serve, le luci e le ombre da regolare, 5 tipi di corporatura sia per maschio che femmina, salvataggio pose, etc.
    Un’altra app molto utile è il pacchetto gratuito di Office, che vi permette di scrivere su veri e propri fogli di word, utilissimi se siete in giro e volete lavorare appuntandovi cose già definitive che poi potete salvare e lanciare a Dropbox.

Per il resto: scanner, pc fisso, tavoletta grafica con la penna, ma soprattutto esercizio, che senza potete avere anche la miglior tecnologia della galassia, ma non servirà.

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6 pensieri su “[Res # 2] Tecnomanzia

  1. Per i fumetti, preferisco ancora il cartaceo. Primo perché non ho un dispositivo adeguato, secondo perché, dopotutto, il risparmio non è altissimo – almeno su Comixology. Vero è che non li porto mai in giro, vuoi per le dimensioni spropositate di alcuni volumi, vuoi per ragioni di… ehm… decoro – lo so, lo so, è un condizionamento che va superato. Però preferisco leggerli a casa in tranquillità, anche per apprezzare meglio la componente visiva, laddove con un buon libro basta l’isolamento musicale per entrare nella storia.
    Non so se ha senso ciò che ho detto. 😛

    • Si si ha sensissimo xD Per la maggioranza dei fumetti anche io tendo ancora a prenderli di carta, ma l’ultima compera che ho fatto su Comixology era un formato francese a 2 euro anziché i soliti 10-12 (per me era conveniente: i francesi mi piacciono molto i disegni, le storie le trovo sempre un po’ meh), e i fumetti di Dresden files perché in Italia ancora non li ho trovati. Mi scomoda molto il fatto che la vignetta si allarghi, perché perdo la visione di insieme della tavola.
      No ma ti capisco: una volta sulla metro ho visto una donna che diceva ad un ragazzo che si stava leggendo Dylan Dog “ma come fai a leggere una roba del genere, violenta e macabra!” Quindi si, qualsiasi cosa ci faccia leggere in santa pace è benvenuta.

      • A Lucca (in realtà altrove, ma solo perché era andato esaurita) ho preso un’edizione di “The Killing Joke” di dimensioni… è la cosa più ampia che ho in libreria, se considero solo la superficie – cede il passo a “L’Eternauta”, se considero anche la profondità. Mostri siffatti non si possono proprio portare in giro e una copia digitale, soprattutto per il secondo, ci starebbe. Ma sono casi limite. Lì lo sguardo d’insieme è difficile, anche se il secondo caso, almeno, è strutturato a strisce e… beh, l’insieme della singola riga si può raggiungere. 🙂

      • Il fatto è che con la vignetta che ti spunta in solitaria magari è più leggibile, ma così facendo annulla lo spazio vuoto tra quella che le circonda {il che è importante nella leggibilità: perché è il lettore che determina tutto, in quella gabbia bianca}.
        Per i volumoni ti capisco benissimo, io ho tutta la raccolta di Little Nemo in Slumberland che sembra un codice manoscritto del XIV secolo di un monastero e per leggerlo è veramente un’impresa {è formato 30 x 42 cm e alto una spanna Y^Y ma è bellissimo e lo amo}

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