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Piccoletti

 

In questi giorni ho postato pochissimi disegni. Un po’ è perché sto portando avanti due progetti che non possono essere mostrati {un concorso molto serio ed una commissione molto privata}, un po’ perché un gennaio così rocambolesco non me lo ricordo.

Per il resto, causa Annibale e i suoi elefanti che mi sta rubando un sacco di tempo sull’altra tavola (Ad Annibale ho sempre voluto bene, ma ora lo sto odiando troppo), mi resta poco tempo per portare avanti altre cose.
Tipo queste, che si affiancano alle cartoline dell’altra volta:
piccoletti random

 

Che servono per le festività più socialmente imminenti: San Valentino e il Saint Patrick’s Day {poi i leprachauni quando li coloro e li colloco dove dovranno andare capirete il loro uso *w* perché ho avuto un’ideuzza che mi piace un casino ed è la mia Scimmia settimanale!}. Ho fatto dei bigliettini più simpatici con gli Eros armati e più particolari con il fauno ed un’illustrazione all’interno.

Comunque, si: quello attaccato ai palloncini del bigliettino è un fauno.
Apro una parentesi storico-religiosa accompagnata dalla sigla di Superquark.

La maggior parte delle festività religiose più antiche, quando non si sono estinte da sole, sono mutate spontaneamente man mano che la società che le festeggiava cambiava a sua volta o perché con una nuova espansione militare venivano rimaneggiate. Potevano essere ritoccate anche perché, essendo che le feste erano sempre celebrate seguendo il cammino celeste delle stelle per poter misurare il tempo, con il passare degli anni si disallineavano: i calendari erano lunari, ogni tanto una manciata di giorni restava tagliata fuori.
per quanto riguarda più strettamente le “nostre” feste, che sono tutti un tripudio di santi e madonne, sono la progressiva cristianizzazione di altre pratiche in uso all’interno dell’impero romano prima e nel resto dell’Europa evangelizzata poi.
San Valentino è nata come grande operazione di marketing della Chiesa durante i primi secoli per poter arginare le pratiche legate ai lupercali ancora in uso nella penisola italica – generalmente durante il IV secolo d.C. si va a legittimare a botte di editti non solo come si fa una messa o un battesimo, ma soprattutto come perseguire fisicamente tutti gli altri e i ‘diversamente cristiani’.
Nei primi secoli in cui la Chiesa consolida il proprio potere infatti nasce un fiorentissimo mercato delle reliquie a cui vengono attribuiti i più disparati poteri. In un contesto del genere, potete capire quanto era facile all’epoca andare in un cimitero/ patibolo/ fosse comuni, disotterrare uno morto da un po’ e con 300 e passa ossa di un corpo umano era facile da una parte trovare gonzi disposti a pagare per cure miracolose (la gonzite è una malattia ancora oggi diffusa); dall’altra, era facile anche inventarsi un santo qualsiasi nel casino del III secolo d.C. che si fosse immolato spontaneamente per questa o quella causa. Valentino quindi viene “costruito” ad hoc per poterlo piazzare il giorno dopo i lupercali, mettendo una figura sacra e benedetta in contrapposizione con una festa decisamente più antica che serviva per benedire i campi e dare fertilità alle donne (quindi più sessualizzata), con gente che faceva processioni vestite nelle maniere più strane. I Fauni infatti rappresentavano la viva natura selvatica che poteva tornare a rifiorire con la primavera.
Il periodo è particolare, perché anche nei celti, soprattutto in Irlanda, abbiamo  lo stesso fenomeno: sempre ai primi del nostro febbraio c’era la festa dedicata alla dea Brigit, poi mutata in Santa Brigida, che aveva più o meno le stesse qualità. Festa della fertilità, diffusione di alcuni beni più proteici (il latte delle capre, per esempio, e i primi agnelli), il ritorno del periodo più caldo. Erano festività legate al ciclo stagionale della terra – le piante come il grano  sono annuali – e al fenomeno delle stagioni,  visto che si pongono al mezzo inverno e, a seconda di alcuni presagi, che altro non erano che semplice sapienza contadina, si poteva capire se l’anno avrebbe portato campi più ricchi, mucche più grasse e pecore con più latte, o se era in arrivo un inverno freddo, una primavera tardiva, che era la paura più grande.

Chiusa parentesi Superquarkesca, torno a decorare gli elefanti @.@ e a pensare qualcosa per il carnevale, che a Milano ha giorni strani.

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2 thoughts on “Piccoletti

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