Still Life

Piattume

Dopo un sacco che non scrivacchio qui sul blog – non ho nemmeno scarabocchi decenti da postare nuovi, troppe cose da fare, troppo poco tempo – ci torno, così per scrivere un po’. Diciamo ci sono due grosse considerazioni in cui mi sono imbattuta in questi ultimi giorni, ovviamente si tratta di un’analisi soggettivissima.
Queste due piaghe sociali sono: L’estinzione dell’horror (1) e “autrici di libri con protagoniste”(2). Una è collegata all’altra, e ora vi spiego perché.

Piaga numero 1: Estinzione del genere Horror.
A cui potrei anche mettergli accanto il suo amichetto, Fantascienza.
C’è questa strana leggenda metropolitana secondo cui l’Horror non vende. Il che è strano, perché sono sicura che Stephen King non ha ottenuto la vita eterna, per cui prima o poi anche la sua maxi produzione avrà una fine, esattamente come nella fantascienza.
Lo dico perché ho appena finito di scartabellare su Amazon un elenco da 1-100 titoli di “fantascienza” di cui c’era solo Dick Dick Dick…Le Guin. Dick di nuovo, due o tre temerari italiani.
L’horror uguale: dicono che non vende. Al punto che, qualche giorno fa, ho deciso di dare un’occhiata ad un concorso letterario che scade nelle prossime settimane. Niente di machiavellico. Semplicemente quando si manda la propria opera letteraria, si apre un grazioso menù preimpostato dove bisogna spuntare il genere a cui lo scritto appartiene.
Il problema è: “tema libero”. Ok. “ho un racconto horror che non mi disgusta, posso dargli una sistemata”. Apro le pagine dell’iscrizione per farmi un’idea (chi ha creato il concorso, cosa vuole, quante parole vuole, in quanto tempo…) ma nel genere manca l’horror. Quindi?
Non so se parteciperò {io ci sto lavorando con serenità, nel caso in cui riuscirò per tempo a inviarlo}  ma anche quando devo scendere a patti con l’idea che l’horror è un macrogenere che non è stato nemmeno preso in considerazione, davanti all’onnipresente Giallo, Rosa, Fantasy.

Così, a tempo perso, ho cercato su amazon di capire se davvero l’horror è il nuovo mostro di cui tutti hanno paura e si tengono alla larga. Ho cercato un po’ di opere italiane, per leggere roba nuova.
Amazon Italia è un posto meraviglioso. A differenza di Amazon.com, Horror, fantascienza e Fantasy sono tutti accorpati assieme come polpetta, e c’è solo “letteratura erotica” e “Romanzi Rosa” là dove la mia app kindle mi da due categorie diverse tra  “Romance” e “Gay & Lesbian”. Niente di strano: mi divide anche tutto il resto da “Teen & Y.A”, dove certe cose dovrebbero stare, al contrario di una qualsiasi libreria -anche Amazon.iana-  in Italia che li mette come horror/urban fantasy. Cioè: l’urban fantasy negli ultimi anni ha dato una ginocchiata negli stinchi all’horror ed è stata colta di spalle dal para-romance che l’ha fagocitata. In questo modo, abbiamo avuto un’invasione di cose catalogate a cazzo che hanno tolto spazio a un sacco di titoli che sarebbe bello leggere anche qui, anziché vedere settordici stronzate del genere della Piaga sociale 2. Cioè, posso capire che ci siano alti e bassi che un genere attraversa nel corso del tempo, ma un’estinzione tipo dinosauri…
Comunque, raggiungiamo il secondo passo.

Piaga sociale 2: autrici di libri con protagoniste.
Dagli e-book horror sono passata a quelli “download gratuiti”. Ho aperto una dozzina di titoli ‘horror gratuiti’ e ho letto le loro sinossi.
Ho trovato dodici e passa titoli che fondamentalmente si basano su: ragazza introversa ma sensibile, che nessuno capisce e lei si sente troppo figa per farsi capire dagli altri (vive in una provincia, quindi si considera al di sopra della media), ad un certo punto della sua vita lineare inciampa in un fighetto belloccio che non aspettava altro che innamorarsi perdutamente di lei; nel mentre lei ottiene dei poteri strani senza un particolare motivo credibile che non sia “sono una Mary Sue e castare a caso fa sempre figo” e si attira l’incazzatura di creature più o meno malvagie (…facciamo meno). Ma non importa, perché c’è sempre il fighetto. Stanno assediando casa? Fa nulla! Amoreggiamo come se non ci fosse un domani decantando frasi che manco i baci perugina e nessun uomo sulla faccia della terra pronuncerebbe nemmeno se fosse costretto!

Ora: siamo nel 2014. Questo totale vecchiume polveroso e decomposto di idea che la protagonista donna faccia da soprammobile e sia una figura passiva che serve solo a sciogliere la trama che la maggior parte delle volte non ha un senso perché si basa solo sulla voce di wikipedia  IT “vampiro/mannaro/riassunto trama Twilight” mentre si sbaciucchia con la controfigura del belloccio che l’autrice ama è stata sorpassata  in ogni decennio. Negli anni Venti e Trenta nei fumetti dell’uomo mascherato la sua fidanzata, una gnocca bionda e bellissima disegnata con le fattezze di un’attrice famosa all’epoca, si salvava da sola ed era la prima che sparava. Lois Lane, la giornalista d’assalto di Superman, negli anni Cinquanta aveva una sua testata di fumetti. Negli anni Settanta sono esplose decine di supereroine. Eva Kant aiuta attivamente Diabolik. Nei manga romanticosi degli anni Ottanta una ogni tanto una botta di intelligenza l’aveva. Queste sinossi sono già più vecchie del più vecchio prodotto narrativo che io possa ricordarmi. Pure la fidanzata di Popeye – 1918- è più moderna.
Si sacrifica il romanticume? No. Anzi. Gli danno un senso.
Poi: nella storia si avrà a che fare con le streghe. I Vampiri. gli Angeli. Qualsiasi categoria sia uscita recentemente. Perché risulta così difficile documentarsi, non dico per tre mesi in una biblioteca con volumi rilegati in pelle umana, ma andare a guardare qualcosa oltre il romanzo che si è appena letto e che ha colpito così tanto l’immaginario che si brama di replicarlo? Così, giusto per non muovere un antagonista che sembra uscito dall’Albero Azzurro. Ve lo giuro: la stessa trama funziona anche se non ci mettete un elemento soprannaturale. Anzi, funziona meglio, e c’è un genere apposta: “Romantico”. Ciao.
Sono veramente sorpresa che questo stereotipo dilagante di protagonista, priva di background e caratterizzazione in questi racconti e che vive solo e soltanto in funzione della reazione che ha il suo bello, provenga proprio da donne. Se il protagonista è maschio allora va, parte, torna, disfa, picchia, uccide, si documenta. Se invece la protagonista è femmina deve essere tappezzeria della sua stessa vita, che dovrà vivere solo in funzione del ruolo che il belloccio assumerà quando lo incontra e se non ha la Prada firmata allora è una tragedia? Nemmeno la Disney raggiunge livelli così bassi, e Disney odiava le donne, le madri e i comunisti.

Per l’horror possiamo salvarlo: ho trovato 2 titoli italiani che voglio leggere, soprattutto perché sembrano brevi. Se riesco a farlo in tempi umani, ci scriverò su nei prossimi giorni. Dobbiamo solo creargli un’area protetta, fargli trovare altri Horror e aspettare che facciano tanti piccoli Horrorini, come si fa coi panda.

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