Still Life

STREGHE – e altre creature che non possono essere “persone”

 Ieri ho cominciato a vedere Salem, nuova serie del filone che pare stia spopolando negli Usa: “Dato che ci siamo rotti le scatole di rosicare che in Europa avete più storia di noi, mò facciamo le serie sulle nostre quattro cose e le rendiamo così fighe che sarete voi Europei a Rosicare”.

Bravi, sempre pensato che se c’è una cosa in cui gli statunitensi sono bravi è fare i tamarri. Ora, accantonando la serie in sé, che per quel poco che ho visto pare che qualcuno di alfabetizzato sia stato pagato per informarsi sulla caccia alle streghe e sulle informazioni che ruotano attorno a queste creature mitologiche, la cosa devo ammettere che mi ha lasciato un po’ perplessa, perché nonostante siano solo due o tre le puntate di questa serie sto intravedendo qualcosa che non mi era mai capitato prima, nel vedere la gestione delle streghe, cioè il cercare di svicolare un po’ dall’eterna dicotomia bene/male che negli ultimi anni sta mitragliando alcune serie. Non che le streghe qui saranno buoni angeli discesi dal cielo, ma piuttosto hanno una personalità, degli scopi e soprattutto un sacco di poteri trash da usare.

Non sono cioè assuefatte alla malvagità con tutte le evidenti stereotipazioni che si possono vedere nei telefilm da una ventina d’anni a questa parte.

Mi sfugge il motivo, ma c’è stato ad un certo punto nei vari serial la necessità di standardizzare le varie figure mitologiche che si decideva di schierare nelle due grosse categorie, cioè Bene Supremo e Male Profondissimo. Sebbene magari l’Urban Fantasy letterario abbia un po’ ripreso alcune figure “negative” creando quindi delle figure molto interessanti, nella TV queste sono rimaste piuttosto appiccicate a Bene/Male. Insomma, il “libero arbitrio” resta teoricamente una dimensione fumosa ad appannaggio quasi esclusivo della parola scritta, e non dell’immagine. Cioè, come se io nei miei libri posso scrivere il cavolo che mi pare, ma non altrettanto per la tv.

I serial tv maggiori che ho visto usare – e abusare – della figura della strega standardizzandola o ricercandola un po’ sono i seguenti:

Buffy l’Ammazzavampiri; Streghe; Le Streghe dell’East End; Salem.

Ne ho scordata qualcuna di grossa – facile, ho la memoria meh-? Apparizioni sporadiche in Supernatural o quell’aberrante serie tv con le ninfette alla Sex&city? Anche Supernatural ha perso un po’ la via della caccia alla creatura strana che mangia la gente {e quindi c’era effettivamente un’aria più da “naturalista”, cioè certe cose esistevano a prescindere} per assuefarsi al bene/male.

Buffy è sempre stato un prodotto molto autoironico, che mette in campo creature spesso anche inventate, ma è condita sempre dalla storia della predestinata, deve sconfiggere il Male, e quindi si avvale di mascotte di varia utilità. Stranamente, tutti erano piuttosto caratterizzati.

Streghe anche qui vede il fattore ‘magico’ innescarsi per una sorta di auto predestinazione che trascina qualcosa come sette serie. Meno autoironica, più Sex&city.

Streghe dell’East End: basato su una serie di romanzi – che non ho letto né trovati interessanti dalla sinossi –; invece il telefilm, per quanto volto ad un pubblico femminile, l’ho trovato veramente carino e ben fatto, con le streghe che sono sì molto “classiche”, ma è quel classico usato a scopo di caratterizzare meglio il personaggio.

Salem: decisamente molto storico, con tanta tanta ma tanta tamarria americana. Ma si vede che hanno fatto molta ricerca per i loro “riti” –la scena del fallo di legno è ripresa da molte cronache e testimonianze ai processi, nonostante mi abbiano detto che è una scena “volgare che si poteva evitare”, ma questo è un altro discorso che cade in pieno nel diverso trattamento dell’immagine femminile in tv-.

La Strega come tutti siamo “portati a sapere” si divide in o giovane maliarda pronta a concupire chiunque le passi a tiro e una vecchia che nessuno vuole e che passa il suo tempo a maledire i passanti. La sua “controparte” è la fata vestita di tulle, con la bacchetta che è invece buona a sua volta e che sempre più spesso negli ultimi anni sono due stereotipi usati anche in prodotti destinati alle telespettatrici più giovani {come l’aberrante Winx} per dare due estremi in cui identificarsi – o no. Questo in realtà è un po’ come il percorso che ha fatto Babbo Natale, trovandosi per fini commerciali un costume rosso. In riassunto: la strega era lo stereotipo di ogni male durante tutto il medioevo. Veniva punita però la credenza nella loro esistenza, non la strega in sé – la Caccia alle Streghe si inasprisce soprattutto nel Seicento a causa della controriforma e del codice tridentino, che arrivava anche a dividere coppie di conviventi incarcerandoli.

La donna che conosce le erbe, che cura… non è strana, non è una strega per il suo contado: è quella che cura le persone che non possono permettersi il medico e soprattutto si occupa delle altre donne. Nel momento però in cui come levatrice non riusciva a far nascere dei bambini, c’era il rischio che venisse additata come strega. Non si tratta per forza di una stragnocca scosciata che aspetta dietro agli alberi i “malcapitati” per saltargli addosso, non è una erudita che nessuno capisce, non è una che sa come avvelenare di sgamo le persone, non adorava triplici dee all’interno di sette segrete… era un po’ tutto di questo e un po’ no. La Strega come la vediamo oggi è un sandwich di tutto, che sono informazioni che ci siamo trascinati dall’età del rame all’illuminismo e condite con tutto quello che i disperati sotto interrogatorio dicevano perché era quello che l’inquisitore voleva sentirsi dire. Era un circolo vizioso formato da quello che comunemente si sapeva.

Tutto questo poi è stato stoccato e standardizzato per i prodotti da tv negli ultimi anni, alcuni magari usando come fonti utili Nocciola e Maga Magò. Prendo come esempio no “Streghe”, telefilm che non mi ha mai fatto impazzire.

Dove si parte con la solita chiamata al bene {e ok,}, fenomenali poteri {e ok}, un po’ di storia perché gli statunitensi hanno l’ansia e un parco piuttosto vasto di creature più o meno strappate di peso dalla loro mitologia e cacciate a calci dentro alle puntate. Tutto ciò condito dai soliti trantran amorosi che passano dal rendere interessante la vita delle protagonista – per esempio, all’inizio Piper voleva fare la chef, poi è diventata la mamma che fa detonare le cose – ad ingarbugliare sempre più e in maniera piuttosto ridicola le trame, dove l’amore viene usato come sinonimo di trombate a caso finalizzate al trovare l’uomo giusto e farsi mettere incinta a sua insaputa.
Man mano che questa serie precede gli antagonisti vengono del tutto spersonalizzati e standardizzati.
I nemici sono sempre vestiti di nero, borchie e di pelle, se un buono cambia passando a malvagio automaticamente è vestito di nero. Le tre streghe passano da “proteggere gli innocenti”, cioè intervenire quando una persona viene aggredita da un demone a essere uno strumento di altri per andare a nuclearizzare un po’ tutto il resto che non sia “buono”.
Cioè, non “andiamo a fare un culo così al cattivo” come Buffy; tutto ciò che è ambiguo viene eliminato. E peggio, alcuni personaggi temporanei da “puntata e via” vengono giudicati positivi nel momento in cui flirtano o paciugano con una di loro. Al contrario in prodotti più caciaroni come Buffy o Angel ci sono personaggi più ai margini ma che sono meglio caratterizzati, come Spike e Lorne che man mano si sono presi il loro spazio.

La strega viene quindi svuotata di tutte le sue caratteristiche per riempirsi solo di quella sessuale, che serve a determinare se un altro personaggio possa essere buono o no. Il libero arbitrio quindi in questa serie viene totalmente eliminato. Perché il buono deve vincere, a qualsiasi costo, ed è lecito quindi usare trucchi e inganni, mentre se invece tocca all’antagonista allora no, “è nella sua natura”.

Insomma, quando appaiono le streghe, sembra non sia permesso loro di avere un’idea, perché c’è “il destino”. Se si è buoni si ha una bella casa, una bella famiglia, bei vestiti, bei partner e il cambio partner viene presentato come positivo. Se si è scelto diversamente – e quindi si sceglie il male- allora si vive in caverne, tuguri, i personaggi femminili vengono visti come sessualmente spregiudicate (le streghe buone no, lo fanno “per cercare l’amore”).

Questo per quanto riguarda la stregoneria, ma fondamentalmente ogni creatura della mitologia che ha avuto i suoi 15 minuti di fama in tv è stata soggetta a questo strano fenomeno che, a conti fatti, fa parte di una religiosità a cui loro non appartengono, come se ci fosse un bisogno di “nobilitare” attraverso un altro metro di giudizio qualcosa che necessiti di essere salvato. Vampiri che passano dall’essere tosti come Vlad l’Impalatore a ragazzini romantici che puntano al matrimonio senza una via di mezzo (ricordo ancora che viene passato per romanticismo il fatto che Edward Cullen stalkeri Bella). Angeli che all’improvviso si dimenticano dell’esistenza di Dio per scendere sulla terra a languire per una liceale. E poi alieni, fate, licantropi, e sono sicura di averne dimenticato qualcuno perché forse mi faceva troppo schifo e la mia mente lo ha rimosso. Nominerei anche gli Elfi, ma li vedo cuccare alla grande solo nell’immaginario fantasy letterario. Sono tutti archetipi che abbiamo creato nel corso della storia per raccontarci cose e ora che possiamo effettivamente risalire ad una loro cronostoria li abbiamo spalmati e riassunti in un “bene/male” monoteisticheggiante, riabilitati a seconda della loro iterazione con i vari protagonisti.

Salem finalmente dopo un po’ sta mostrando come si può avere personaggi caratterizzati senza troppi voli pindarici su bene/male, ma sfruttando con naturalezza l’orrore che già naturalmente si poteva vivere in una società come quella in cui è ambientata, dove chissenefrega che nel bosco ci sia il wendigo, la strega o il vattelapesca; si rischia di finire alla gogna per i capricci di chi gestisce la città.

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5 thoughts on “STREGHE – e altre creature che non possono essere “persone”

  1. Questa “Salem” mi sa tanto di “Sleepy Hollow”, divertente quanto vuoi ma ossessivamente insistente su 10 anni di storia. Per il resto, discorso condivisibile. Avevo letto un libro che affrontava molto bene le radici della stregoneria, e si interroga su come la strega sia poi diventata malvagia (se femmina, perché non è sempre vero per la controparte maschile) e caratterizzata in un certo modo. La figura della strega a me piace moltissimo, sia buona sia malvagia. Meglio se un po’ e un po’. La mia preferita? The Wicked Witch of the West! 🙂

      1. mehe, grazie mille :3 Sleepy Hollow film o tf 🙂 ? {io il tf ho provato a guardarlo, ma a parte il trucco e gli effetti speciali purtroppo non mi è piaciuto… y.y}. La mia preferita credo resti Malefica, e anche Medea. Per gli stregoni, poi, ho dato un esame sui movimenti ereticali all’università e sono uscite cose piuttosto interessanti per quanto riguarda la loro figura soprattutto nell’alto medioevo (e anche sui vescovi che chiamano il demonio per farsi aiutare xD quindi i ‘mezzucci’ sono piuttosto datati!). Diciamo che, per quanto riguarda l’Europa, strega/stregone non ha aiutato aver avuto per 15 secoli dibattiti sulla presenza o meno di un’anima nelle donne, ma diamo a Cesare quel che è di Cesare: anche Cleopatra VII, poverina, fu additata come strega dal senato romano perché aveva paura di lei e del fascino che aveva esercitato sul fratellastro-marito, su Cesare prima e Marco Antonio poi. Quindi l’additamento ‘Strega/one’ alla fine sembra sempre l’ultima risorsa per liberarsi di qualcuno fin dalla notte dei tempi!

      2. Telefilm. Il film mi era piaciuto. Il telefilm invece aveva un paio di puntate divertenti (fra cui una con una strega cattiva) ma la storia principale l’ho trovata noiosa.
        Comunque sembra che tu abbia studiato un sacco di cose interessanti all’università! La mia (unica) fonte è un libro di Cardini il cui argomento è più che altro l’incontro di civiltà prima, durante e dopo l’Impero Romano, da cui si è formato l’archetipo (o i tre archetipi) della strega moderna. Interessante e ben fatto, ma naturalmente sommarizzava parecchio. Forse non era un libro per “non addetti”.
        Malefica, quindi? Domanda scontata: andrai a vedere Maleficient (dato che è uscito testa e quindi il titolo non lo traducono)? ^^

  2. Anche io l’ho trovato un po’ noioso. All’inizio avevo trovato geniale l’idea di ricondurre il cavaliere senza testa ai 4 dell’Apocalisse, ma poi è diventato un po’ ridondante e, anche se il protagonista era molto interessante, alla fine non hanno resistito a lanciargli secchiate di roba patriottica a caso – almeno, per le 6 o 8 che ho visto…
    In realtà all’università ho fatto un percorso piuttosto strano nonostante fosse “storia antica e medievale” 🙂 ho seguito più i corsi che ritenevo interessanti per andare poi a scrivere e sceneggiare, piuttosto che quelli magari più utili a chi vuole proseguire nel dottorato {ho fatto il liceo artistico e quindi già latino/greco ero tagliata fuori e li ho seguiti solo come ‘storia’ e non come epigrafia, archeologia etc}, infatti erano molto perplessi a Protostoria Europea, che era un esame a scelta, di vedermi, per esempio. Io ho una memoria becera per nomi, ma di Cardini ho sicuramente qualcosa – ma non questi sulla stregoneria purtroppo!
    Malefica film… ahahahah, bella domanda!
    Sono sinceramente divisa, da un lato mi piacerebbe vedere due ore di film con una pseudo battaglia {nonostante il trauma disneyano di quella di Narnia}, da un lato dopo aver visto come vola Malefica con le ali in realtà preferirei di no… deciderà il caso :3 Ho davvero paura del trauma che potrei avere nel vedere la mia strega + film di animazione Disney classico preferito rovinato.

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