illustration

A long time ago…

 

 

Recentemente ho fatto qualche illustrazione più storica che fantasyosa, un po’ per ricerchina mia di alcune cose che sto scrivendo e un po’ perché ho notato che ho lasciato “fuori” alcune età che mi sono sempre piaciute molto.

Una di queste è il periodo detto ‘orientalizzante’ degli Etruschi.

etruschi

 

In realtà ammetto che sono sempre stata piuttosto impermeabile al sensazionismo che hanno sempre creato sui loro misteri misteriosi, soprattutto inerenti alle loro costruzioni e alle tombe. Sono sempre piuttosto perplessa quando sento questo tipo di discorsi, perché a me sembra invece normale: era un periodo in cui non solo il potere doveva essere rappresentato in maniera  monumentale, ma era anche un periodo in cui le cose si costruiva bene PUNTO. Per questo abbiamo ancora i tumuli, le tombe a camera, acquedotti, mausolei, templi e qualsiasi cosa non sia stata buttata giù per un terremoto o per follia postuma umana. Abbiamo perso questo tipo di conoscenze col passare del tempo. Trovo di gran lunga più misterioso il fatto che si preferisca pensare ad un intervento esterno, dal contatto forzato con un popolo più “evoluto” o anche alieno, piuttosto che il semplice prendere atto che tremila anni fa tiravano su muri migliori di quanto possiamo farlo adesso.

Degli etruschi ho sempre amato la loro arte orafa, le statue dipinte che sono sempre state forse più “grafiche” rispetto alla totale perfezione di quella greca. In realtà, se mai ne avrò l’occasione di dover disegnare qualche passo a fumetti, spero di poter fare questo periodo che ho cercato di rappresentare, cioè il periodo detto “orientalizzante”: ad un certo punto gli Etruschi incontrano tutti gli altri navigatori del vicino oriente, vengono un po’ abbagliati dai loro costumi e decidono di adottarli al punto che in alcune tombe viene dipinta la caccia al leopardo. Si vede che il Tirreno tirava un sacco, quegli anni. Questo periodo mi piace molto perché fondamentalmente l’idea di “bello”  abbandona alcuni canoni; sono gli unici che adottano questo drastico cambio di moda, seppur per un certo periodo abbastanza circoscritto, a differenza dei “cugini” latini o greci, dove maschio e femmina sono sempre stati rappresentati in maniera molto netta nella vita pubblica. Durante questo periodo gli uomini etruschi abbandonano la moda di portare la barba, usano meno lana perché arrivano dei tessuti impalpabili e fini dall’Oriente, e curiosamente adottano una capigliatura simile per certi versi a quelli dei minoici, acconciandosi in lunghi ricci e trecce nere che poi riempiono del loro oro. Arrivano nuovi trucchi, belletti e profumi, che fanno per un lungo periodo di tempo delle donne etrusche probabilmente le più raffinate della penisola italica.

Al momento sto vagliando altri costumi di periodi interessanti a cui ho dedicato poco tempo, spero di trovarne altri di interessanti!

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4 thoughts on “A long time ago…

  1. A volte sento il desiderio irrefrenabile di partire e visitare qualche museo etrusco, qualche necropoli. Poi lo freno. Volevo scriverci una storia o una ucronia, ma sono stato battuto sul tempo!
    Ricordo alcune loro opere d’arte, monili e quant’altro. Recentemente un amico ha scritto dell’Ombra della sera. Questo tipo di arte sicuramente solletica chi è alla ricerca dell’aspetto più enigmatico. E la lingua… :O

    1. Io fortunatamente sono riuscita a visitare il museo a Firenze l’autunno scorso, con l’esposizione della Chimera di Arezzo e di alcuni corredi dei principi che hanno trovato in Maremma, che forse è più semplice da raggiungere rispetto ad altri posti. Sarebbe molto bello riuscire a valorizzare alcuni siti: alcuni cadono drasticamente a pezzi, altri bisogna andare a cercarli proprio come se si dovesse partire per la spedizione alle sorgenti del Nilo perché, giustamente, non potendo reggere un impatto turistico massiccio, gli abitanti non lo sponsorizzano tanto… mi era capitata in Umbria una cosa del genere 🙂
      Credo che l’enigmatico della loro società sia dovuto anche al fatto che, essendo molto diversi da tutti quelli che li circondavano, vuoi perché magari davvero non erano indoeuropei, vuoi perché sono stati capaci di differenziarsi molto dai loro vicini, e l’arte orafa secondo me ne è una prova del loro livello: la metallurgia e l’abilità nel decorarli indica la possibilità che l’artigiano poteva sviluppare, a differenza magari di altre civiltà che non potevano permettersi di mantenere un’élite simile. Noi oggi non riusciamo davvero a comprenderli attraverso i canoni che abbiamo elaborato su tutti gli altri, come i greci e i romani.ma meglio così *-* differente è bello! (anche se continuano a non essere i miei preferitoni anzi xD colpa dei mallopponi degli esami universitari)

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