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Dall’ultimo post sono successe un po’ troppe cose, per cui non sono riuscita a postare fondamentalmente nulla. Un po’ perché è stato un mese che è volato via tra tutti gli impegni, un po’ perché obiettivamente non erano lavori miei personali, quindi fino a che non ho il permessino degli autori non mi va di sbandierarli in giro, mentre per gli altri… beh, li posterò in settimana con calma.

Non sono partita per le vacanze, non ho ancora visto un film nuovo al cinema {*^* Dragontrainer!}, ho solo recuperato alcune serie tivvì e libri che avevo lasciato indietro. Ho rivisto vecchi amici, ne ho trovati di nuovi e, come sempre, pensavo di poter cominciare qualcosa e invece nel giro della stessa giornata mi sono saltati e confermati lavori diversi e, cosa più importante, devo organizzare un altro trasloco in tempi brevi per iniziare un nuovo corso importantissimo. In media dovrei aver buttato giù qualcosa come 50mila caratteri – illeggibili- tra parti nuove e sistemazione di quelle vecchie e disegnato qualcosa come 40 tra tavole a matita e illustrazioni varie.

Dei libri che ho recuperato sono finalmente dei saggi che avevo comperato dell’anno scorso e che non ero ancora riuscita a leggere bene. Un po’ per il tempo, un po’ perché il loro contenuto non mi serviva, ancora.

Ad ogni modo, l’altra settimana stavo giochicchiando con il telefono e la appina di wordpress. Pare che una delle chiave di ricerca – sono divertentissime da leggere- con cui qualcuno è riuscito a trovare il mio blog sia stata “storie di elfi con vampiri e fate“.
La cosa mi ha effettivamente sorpreso; non tanto perché, come mi disse qualcuno “non possono esistere storie con uno e con l’altro assieme”, quanto più in realtà che quello su cui sto lavorando, di mio e nei ritagli di tempo, è proprio un progetto che li fa convivere tutti assieme, perché non credo ad una storia “selettiva”, in cui esiste solo una famiglia o l’altra, e nemmeno a dei caratteri precostruiti (i Vampiri e i mannari che si odiano, come gli elfi e i nani, per esempio). Quindi ecco qui i miei:

evanbys

 

Non ne conosco il motivo, ma in Italia Fate ed Elfi sono sinonimi. Nel resto d’Europa invece il folklore li divide nettamente. Diciamo che le Fate stanno più dal lato celtico, e gli Elfi da quello germanico, ma non sono interscambiabili, se non per il fatto che entrambi rappresentano una sorta di “Altro” nelle due culture.
Al momento conto circa 3{facciamo 4} specie di Elfi + gli ibridi. Le Fate invece sono un microcosmo a sé, dove ogni esponente del Piccolo Popolo può effettivamente rappresentare un caso unico. Quindi, di quelli invece di classe ‘nobile’, Conto quasi una decina di regni. Nel particolare mostro molto di più i Daoine Sidhe d’Irlanda, i Teg del Galles, gli Unseelie e i Seelie della Scozia /Inghilterra, facendo comparire anche rappresentati da una serie di regni minori (Troll, Brocelande e i Bretch delle nostre Alpi). Più tutti gli ibridi da cui possono derivare.
Ritengo che le percezioni “da manuale” siano in secondo piano rispetto a quanto si può maturare per educazione nell’infanzia: quindi, laddove per tradizioni un regno snobba l’altro, è molto probabile che se due bambini diversi crescono assieme difficilmente riusciranno a vedersi da adulti con il distacco previsto dalle loro tradizioni. Ecco perché la mia fatina, che ha spazio solo per un’idea alla volta, è piuttosto amica di un Elfo, ben più arguto e scaltro.

noel chase

I Vampiri anche loro sono un mondo un po’ particolare e in ogni cultura se ne trova uno. Probabilmente è il “mostro” più comune a tutta l’umanità, in diverse forme. Ci sono quelli morti, quelli vivi, quelli che mutano, quelli che vivono solo di giorno, o solo di notte.
Tra tutti, io preferisco i Vampiri. Sono l’unica possibilità per cui una persona comune ottiene l’immortalità, e sono quelli costretti al cambiamento più grande. Una fata, un elfo o un mago nascono tali, ma difficilmente il Vampiro lo fa (in tal caso, si chiamano dhampir). Quindi sono fondamentalmente una finestra  ritagliata nella storia, perché ovviamente ognuno risente di ciò che ha vissuto fino al momento del ‘trapasso’.
I miei hanno una gestione un po’ strana, risentono molto forse del fatto che Highlander è uno dei miei preferiti da sempre. Quindi più sono vecchi più ripensano ai loro bei tempi andati, cercano di adattarsi. La maggior parte sta di fatto nelle città – al sicuro dietro tanti strati di mura-, altri invece no. Questi due qui sopra, nello specifico, sono un padre e figlia, impegnati in certi lavori che difficilmente una persona normale può fare.

A questo si aggiungono anche tutti gli altri che gli gironzolano attorno – maghi, folletti, spiriti, divinità assortite, nani, draghi, cose estinte e cose che sembrerebbero esserlo- e che hanno una spiegazione più naturale che intervento a miracolo divino, ma sì, ci stiamo lavorando. La ricerca e gli aggiornamenti servono!

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