How to train your Dragon { 2 }

Con soli 3 mesi e mezzo di ritardo, è uscito finalmente anche in Italia ‘Dragontrainer 2’.
Non so perché questo e i Guardiani della Galassia sono stati calciati così lontano dal resto delle uscite nel mondo – immagino sia per tutelare l’uscita di qualche pataccata nostrana – ma sono riuscita ad evitare tutti gli spoiler che giravano in rete sottoforma di fanart e giffine, forse perché sono una delle pochissime persone al mondo che sì, Tumblr, eccolo lì ma non lo uso spesso.

Spoiler che metà sono vanificati dai trailer che praticamente raccontano tutto, metà sono piuttosto prevedibili. Ma andiamo con ordine.

L’imbarazzo.

Di entrare in una sala del cinema, accomodarsi e veder partire i trailer dei cartoni animati che usciranno.
L’Ape Maya speravo cadesse nel dimenticatoio dell’infanzia che ha appestato per vent’anni, ma no.
La Pixar credevo che dopo quelle mostruosità pessime e prive di senso di Frozen e Malefica se ne uscisse con un “Scherzetto! Ora torniamo a fare gli Up e i Brave!”. No. Planes. 2. Questo vuol dire che c’è stato anche un 1. Con la musica degli AC/DC – si vede che Megamind ha tirato più di quanto ci si aspettasse-.
E poi loro, la patacca suprema che esportiamo – anzi, importiamo, perché l’animazione è mandata a calci in Cina e poi torna qui – delle Winx sirenette canterine sculettanti e anoressiche. Si capisce che non puoi farcela nel momento in cui esporti una roba come questa e dopo parte il trailer di Boxtroll e dei Pinguini che sono qualitativamente otto universi più in là.

Non so perché qualcuno pensi ancora che la Dreamworks è seconda alla Pixar. Si vede che i Croods, Epic!, Dragontrainer, Megamind non li hanno visti.

 

La storia è fondamentalmente affidata tutta al trailer: Berk è un villaggio di vichinghi felici che giocano coi loro draghi, arriva il cattivo tamarro, botte, draghi, altre botte, altri draghi, lacrime, botte di più, draghi di più, fine. Spero per un fine e ci vediamo ad un 3.

Senza spoilerare troppo, ecco i punti forti del film in ordine:

  1. Se siete bimbi fortunati, vi daranno assieme al biglietto le figurine *^* !
  2. C’è un salto temporale che assorbe tutto ciò che è superfluo spiegare, come le relazioni sociali prevedibili nel gruppetto di Hiccup & friends {Testabruta è la più geniale di tutti} e i mutamenti della struttura del villaggio e ti fornisce un’ambientazione pronta e su più vasta scala da esplorare.
  3. I tre punti più forti sono: il design dei draghi, le invenzioni di Hic e i fondali. Per i draghi è facile intuire a quale animale appartiene questa o quella movenza, ma tutto lo studio sul volo, il comportamento, i colori e le nuove forme di draghi che si vedono nella tana sono mostruosamente belli. Così come Hic che diventa fondamentalmente esploratore inventando una propria tuta e il continuare a trovare un modo per far volare in solitaria Sdentato, che sembra più un cane che un gatto in questo secondo episodio, e i fondali che descrivono la grandezza dei paesaggi nordici,
  4. Valke. Per creare Belle, la Disney si era affidata alle movenze delle ballerine classiche. Dopo 20 anni, Valke è la massima espressione di movimenti così delicati che immagino ci vorranno altri 20 anni per riprenderla. Oltre al fatto che la sua figura mi ha ricordato molto Dian Fossey e tutti coloro che si spendono per salvaguardare una specie al punto tale da diventare parte di essa – e il suo costume, e il suo background, sono veramente splendidi.
  5. Stoick l’immenso, il suo Spaccateschi e, ovviamente, quei 30 secondi in cui ha gli occhi a cuoricino. E Scaracchio.
  6. Walhalla e Valchirie, che non sono ovviamente presenti, ma la loro nomina è tutta vichingosità in più.
  7. Il crescendo di tamarria che detona ogni 5 minuti, passando dalle battute simpatichine a creature gargantuesche che si spennano in volo.

Gli unici punti deboli, purtroppo, sono:

  1. Colpi di scena già annunciati. Purtroppo è quel tipo di storia che si sa dove va a parare, ma arrivandoci così bene è ok.
  2. L’antagonista non ha quel carisma per davvero con cui dovrebbe farti dire …esticazzi!.Non è a mio avviso inspessito abbastanza, perché non ha alcun elemento che lo contraddistingue, oltre all’essere semplicemente antipatico di per sé. Ciò che lo porta a diventare com’è è una cosa così comune e largamente condivisa, all’interno di un immaginario vichingo, che mi stupisce che sia l’unico. Viene presentato con mantello roboante, discussioni di potere, ma è solo presenza; è un bullo, come potrebbe esserlo Snotlout da grande.Risulta più spesso il personaggio doppiato da Kit Harigton – Jon Snow -, Eret figlio di Eret, perché ha una svolta narrativa che Drago non ha. Il problema dei cattivi tanto per essere cattivi.
  3. C’è tutta una parte dedicata al volemose bene, pace in terra ai vichinghi di buona volontà, che personalmente ho trovato piuttosto forzata. Sarebbe stato meglio buttarsi di più sulla storia della salvaguardia dei draghi e del loro ecosistema, sul fatto che, come dice Val, alcuni nascono diversi, ma non per questo pericolosi, che forse era più coinvolgente perché trasversale – sì, parliamo di draghi, forse ma anche lo spettatore giovane si sente più preso-.

E niente, questo è il film animato che ho preferito in tutto il 2014 – fino a che non uscirà Boxtroll, probabilmente- e che segue il mio film animato moderno preferito.

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