Bottino di Guerra Lucca C&G 2014

Quest’anno eravamo solo tre gnomi su quattro alla convention, ma è stata affrontata col solito cipiglio ninja / vichingo che ci cotraddistingue, riuscendo a compiere il 96% dei Trofei che ci eravamo predisposti.
Il restante 4% è riservato al momento Serendipità, ovvero: andare a Lucca con l’idea di fare A, prendere una serie di cartellate in faccia e, mentre ci si dispera di non essere riusciti a concludere quella determinata mansione, arriva B sgargiante e bellissimo e ottieni qualcosa anche di piu’.
In pratica, il fattore B+C: Botta di Culo.

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Ok, questo è il mio bottino.
Strano ma vero, c’è piu roba dolcioromanticosa che in tutte le edizioni passate, il che vuol dire che sto invecchiando.

Dal fronte dediche, grazie alla complicità del mio fidato generale Goblin (mia sorella) sono riuscita a ottenere sia quelle di Didier Poli (i due volumazzi su Elric) che di Joe Abercrombie.
E dato che ormai ho molti ebook perché A) fisicamente non ho piu’ posto in casa 2) come li porto poi su da Grosseto assieme a TUTTI gli altri?
Ho adattato un mio quaderno che ho preso ad un museo di Vienna per tutti quegli autori che proprio non posso fisicamente firmarmi una copia che è digitalizzata nell’etere.
Quindi sì, sono riuscita a recuperare a discapito della vita (mia, ma soprattutto di altri) la firmina di Markus Heitz nel padiglione Games. Sabato mattina. Alle 11.
E poi le copie di Hadez, Andrea Bagattin su ‘Ah, L’amour! 2″ che io amo e venero da quando ho trovato le sue strippine sulla vita a Londra,  i ragazzi del progetto di Ernest Egg allo stand con Lumina, Flavia Bondi, Laura Braga, Valentine Sècher su ‘Khaal’ e Simona Mogavino su “Eleonora”… che ho dimenticato?
Tipo che troppo tardi ho scoperto che ci sarebbe stato anche Theo Caneschi.
L’appuntamento piu’ interessante di tutti per me è stato l’educational di Luca Tarenzi, “Il trench e la spada”, anche perché per casualità avevo il portfolio praticamente pieno di questo argomento.
Ho partecipato alla presentazione de ‘I Mondi del Fantasy IV’ per la Limana Umanita, dove c’è anche un mio racconto, e stare ‘dall’altra parte’ improvvisamente è stato bellissimo quanto strano per me, io che sono abituata a stalkerare la gente dietro ai tavoli degli stand.

Avendo già approfittato del 25% di sconto Bao settimane fa ho potuto dedicare tempo agli altri stand, in primis la Ren Books che era alla sua prima Lucca e ci tenevo moltissimo, e che ho visitato 3 volte perché sono stupida e mi accorgo DOPO che ho dimenticato di prendere cose.
Ho anche preso un sacco id cose in Self Area e sono molto contenta.
A parte il mio momento stalker per la Slow comix per avere “ah, L’amour 2”,  ho preso al volo una copia di Feral children al tavolo del Manticora, ed è uno dei fumetti piu’ belli che io abbia mai letto.
L’unico gadget che ho preso – spillette di lumina e adesivo di hadez a parte – è un quaderno con la dedica di Ciruelo Cabral Compro sempre qualcosa al suo stand perché lo venero e sono molto volubile (“mh ok non mi sbilancio, prenderò solo un cartoli… un quaderno megabellissimo con una pagina grossa abbastanza per fare la dedica yeeeh mio!” Di sicuro ho dimenticato qualcosa ma recupererò parlandone poi.

Per questa Lucca è andata, e ci tengo davvero a ringraziare tante persone.
Innanzitutto i volontari che si fanno un mazzo tanto, i ragazzi alle biglietterie e soprattutto la Ragazza con gli Splendidi Ricci Neri che sta all’area Pro e che per tre mattinate le ho rotto le scatole y^y. Ho notato anche molta piu’ protezione civile degli altri anni: ora, il popolo dei comics è innocuo, ma è tanto. Gli incidenti possono sempre capitare, ma il dispiegamento di forze mi è sembrato maggiore.
Anche la signora bionda dello Stand della mondadori Comics che mi ha visto appostata per le dediche è stata pazientissima e le voglio bene. I ragazzi della Limana Umanita che hanno delle cose veramente fighissime – peccato io non abbia nessuno con cui giocare cartaceo y.y altrimenti avrei preso le loro ambientazioni in blocco – e hanno fatto un lavoro bellissimo con la quarta raccolta.

E poi tutte quelle vittime del mio blablare a caso e il mio portfolio, soprattutto quelle sedute nel retro di uno stand nell’area games come se stessimo confabulando della conquista del mondo. Mi dispiace solo di non esser riuscita a beccare molti amici a spasso perché i cellulari a lucca non funzionano.

C’è solo una nota negativa però in tutto, e credo che ormai se ne sia parlato già e tanto.
Lucca è una città splendida, ma non è in condizione di ospitare così tanta gente come lo richiama il comics. Come dicevo, il popolo del comics è un popolo tranquillo. Come i metallari, li vedi squinternati ma sono innocui (la fusione comics + metal siamo pochi ma vichingosi). Col pensiero di 100mila presenze a giornata mi sorprendo sempre che ci siano solo malori e poca spazzatura per terra. Non sono di certo i numeri che faceva magari qualche anno fa, ma la cosa piu’ bella è che racchiude fan di ogni genere e tipo: mi sono trovata in fila per delle dediche con un papà emozionatissimo di incontrare un autore della sua gioventu’ come coi bambini che correvano in giro per videogiochi o anche giochi da tavolo, e i cosplayer colorati (“ma quello è un pikachu steampunk?” “No, Marika, taci”.).
Ma la massa è cambiata: molti comprano un biglietto e non riescono a vedere nulla della fiera non solo perché la gente è tanta -week end è normale ovunque-  ma perché la gestione degli spazi destinati ad una folla così grande non può essere la stessa della fiera della Porchetta a Vergiate Olona.
Io cerco sempre di essere veloce ed equipaggiata, se so che in un padiglione non c’è nulla che mi interessa non ci entro per non fare massa a discapito di qualcuno che ci tiene piu’ di me. Se ci sono i cosplayer in posa per le foto e sono di fretta passo sotto l’obiettivo, sto attenta ai cani e ai bambini, mi sono fatta i miei percorsi scorciatoie di strettoie che manco Assassin creed e posso fare area pro / games in 2 minuti anche con tanta folla.
Ma Lucca, o meglio, il centro all’interno delle mura medievali, non può reggerci tutti con questo trend di crescita, nemmeno creando altri padiglioni perché il problema non è la folla, ma la conformazione urbana della città.
Perché è una città medievale poco servita dai treni, perché come ogni piccola città medievale durante l’età moderna non aveva i soldi per permettersi di buttare giu’ le mura per fare spazio alla modernità e quelle che noi oggi idolatriamo (la chiesa, le mura, i castelli…) è la percezione visiva di quanto è sopravvissuto per mancanza di fondi.
Sicuramente ai lucchesi giova molto avere un eventodi questa portata, ma come ci ha spiegato la sciura del B&B, tenere comunque un mercato la domenica mattina nello stesso parcheggio mangia posti auto, non avere i mezzi di trasporto crea problemi.
I passaggi sono stretti, le vie pure. I padiglioni sono troppo piccoli e irrespirabili. Non riuscire a inviare un sms per 4 ore, sentirsi fortunati perché non piove. Io posso capire il visitatore medio infastidito dalla folla, ma io e molti altri abbiamo i portfoli dietro. Siamo lì per divertirci, ma anche per lavoro, e se mi trovo l’ingresso ad uno stand in cui ho un appuntamento perché dentro c’è troppa gente può essere un problema grave, e io cerco sempre di non prendermela con la povera vittima sacrificale che è lì a gestire l’ingresso.

Poi ok, si risolverebbero umanamente molti problemi semplicemente non stazionando in gruppo  nei passaggi, non portando bambini molto piccoli in momenti affollati, scegliere se vale la lpena farsi un costume da cosplay ingombrante e delicato OPPURE visitare gli stand, ma sono tutti problemi che possiamo risolverci tra di noi e che ci sarebbero meno se la fiera avesse la sua vivibilità fatta di una migliore oculatezza nella scelta di dove tirar su un padiglione. Senza andare lontano: ci sono tantissimi prati e spazi liberi anche poco fuori Lucca. Con le auto e i pullman per forza dobbiamo arrivarci.

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2 pensieri su “Bottino di Guerra Lucca C&G 2014

  1. Elric 2 anch’io!
    Fra l’altro non sapevo che uscisse… bella sorpresa tempestosa. 🙂
    E il mio… no, dai, magari pubblicherò una foto anch’io.

    E comunque, bello, bello. Affollato. La circolazione interna è migliorata, dato che anche quest’anno hanno scorporato alcuni punti di attenzione per sfruttare meglio la città. Il vero problema, grosso, enorme, sono gli accessi. Quest’anno, scendendo in auto, ho accumulato 4 ore di coda (limitatamente a Lucca, poi, complice il rientro dai Morti, sono state quasi il doppio). Gli anni scorsi mi ero mosso in treno, invece, e avevo sperimentato la calca, anche lì qualche ora di attesa, e un disagio incommensurabile il sabato sera. Al di là della capacità di Lucca di ospitare i visitatori – e alcuni punti, penso al Games, sono più che critici – il grosso problema che non sarà mai risolto sono le vie di accesso e uscita; dico “mai” perché non penso la fiera muova un tal volume di affari da finanziare infrastrutture che servono solo 3-4 giorni all’anno. Però è bella.

    • sanche io mi sono trovata davanti il 2 di Elric senza aspettarmelo 🙂 per fortuna avevo anche una matita bianca per la firmina!
      Lucca è una città bellissima e non riuscirei a immaginare un’altra città per il comics più vasto d’Italia, nemmeno i padiglioni di Milano (anche se la cartoomics degli anni Novanta…). Il problema però secondo me non è semplicemente ‘scorporare’ ub padiglione: è che la strada dalla stazione al Napoleone e Giglio é quella. È così da secoli e non si può cambiare. Fino a che sono 10mila persone che ci passano ok, ma dieci volte tanto il sabato? Io terrei i padiglioni meno frequentati nelle mura e i più grossi fuori, dividere il games dall’editoria tenendoli accanto. Cioè, la faccio evidentemente facile, ma non perchè sono stata scomoda o ho dovuto aspettare in coda. È perchè siamo tantissimi e comincia a diventare pericoloso. Oltre a infastidirmi nel non riuscire a sentirci per vederci tutti, che mi è dispiaciuto un sacco!

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