Gotham – serie tv-

La prima volta che abbiamo visto il trailer siamo stati tutti molto su di giri, prima di far partire una ricerca su IMDB…

“ma io l’ho già visto…”
“sì dai che telefilm avrà fatto?”

E così ci siamo ricordati dell’esistenza di Ryan di OC, che dopo OC era caduto nella Botola Mentale che ingoia tutti quegli attori che ho visto transitare in serie improbabili durante la mia gioventù. Solo che RyanDiOC, in questi 10 anni, ha preso 10 chili, si è immanzito e ingranitico, inquartato e rasato.
Dunque, io di Batman ho letto molto poco, e nemmeno le cose più basilari. Ho sempre guardato i film e soprattutto i cartoni animati ( sia “corre-corre-è baaaatman” che beyond the future).

Così l’idea che avessero ideato una serie con il commissario Gordon impegnato a fare da babysitter a tutti gli altri mi è sembrata davvero carina e tenera.
Immagino che gli adepti del Batmanismo invece saranno invericondati per chissà che eresia viene dipinta nella serie, ma a me questi primi episodi sono piaciuti, dato che almeno 5 cose le ho indovinate anche io.

E quella dei palloncini è stata veramente una trovata assolutamente geniale. È una soluzione ‘da fumetto’, ma in fondo Batman ha cattivi come Jocker e altri freaks vari tanto quanto ‘normali’ psicotici. Ed è un fumetto.
I miei preferiti sono Cobblepot, Nygma e Fish Mooney (con tutto il suo armadio), ma la mia preferita in assoluto resta Barbara, anche se è solo un personaggio secondario, mi piace molto come è tratteggiata. Avrebbero potuto lasciarla lì a fare la fidanzata trofeo, invece ogni tanto si muove.
Dei ‘piccoli’ invece, sia Bruce che Selina li ho trovati davvero carini. Peccato che Ivy si sia appena vista e non ho idea poi di come la trasmutino.
Ci sono tuttavia delle cose che mi hanno lasciato un po’ sorpresa.

Per esempio, nel primo episodio, ho capito solo molto dopo che è ambientato in una sorta di ‘presente’ nostro, perché appare un cellulare, e l’ho guardato come se all’improvviso Gordon tenesse una gallina viva in mano. Fino a quel momento, per via degli arredi, dell’atmosfera, vestiti, del tipo di situazioni presentate e dei dialoghi, insomma, proprio il taglio generale, ho dato per ovvio che fossimo in un momento imprecisato nel Cinquanta/Sessanta, (Gordon è reduce da una guerra ma non viene specificata quale) e il che mi crea alcuni problemi di comprensione, perché Gotham viene presentata come una città coi problemi di ieri che non sono risolvibili coi mezzi di oggi. Insomma, non hanno il reparto di CSI, hanno solo Nygma (che bell’affare, eh? A me inquieta). Con dei faldoni di carta. Oddio, quando nei telefilm disturbano della tecnologia che manco la NASA mi lascia sempre perplessa, infatti non mi dispiace la cosa.
Nel secondo episodio, per esempio, c’è una serie di ragazzini che “vive per strada” (ma dai capelli bellissimi), attorno al classico bidone in fiamme per riscaldarsi, e poi vengono rapiti. Nessuno pare curarsi né sapere da dove arrivino questi ragazzini, perché sono in mezzo ad una strada e soprattutto che scompaiono, come se fossimo negli anni quaranta.
Compare poi un night, gestito da Fish Mooney, pestaggi, poliziotto buono/poliziotto cattivo, mattatoi, che li guardo e continuo a costringermi a pensare “sì ma siamo nel presente”.

L’altra cosa che mi ha disturbato molto – ma è proprio personale- è stata la scena subito dopo l’assassinio dei Wayne, quando Alfred recupera il piccolo Bruce.
E dice una parolaccia.
E la cosa mi ha traumatizzato più di tutta la sequenza dell’omicidio, perché ero abituata al vecchietto gentile ma risoluto dei film. Invece per tutto il resto degli episodi è così duro che quasi mi aspettavo che mandasse Bruce a scuola a pedate. Sembra un po’ uno spartano alle prese col figlio fuori allenamento, ma ad oggi è penso il miglior maestro di “come gestire un bullo” che io abbia mai visto.
Do però per scontato che molte delle cose che mi sfuggono (come per esempio la storia dei ragazzini rapiti) si rifacciano su un modo che gli statunitensi conoscono bene, falle del loro sistema, situazioni reali e giuridiche dei loro sistemi che a noi non arrivano e non possiamo davvero comprendere, esattamente come uno di loro non capirebbe metà di un episodio di Montalbano.

 Ciò che tuttavia ho notato è che Gotham e la sua criminosa situazione sia rappresentata come se fosse il peggio del peggio, come se una città così mal gestita per uno statunitense fosse una cosa insostenibile da pensare, con la malavita ovunque, e che quindi i personaggi sono chiamati a salvarla. Gordon con la sua morale da paladino e Bullock, con la sua conoscenza più ‘di strada’, tutto molto epico.
La cosa peggiore però è guardare questo telefilm e pensare “che tenerezza: guarda come si indignano tantissimo per:

 appalti truccati.
Malavitosi che stringono mani al sindaco.
Poliziotti che pestano a sangue un detenuto.
Abusi su minori.
Mancanza di diritti ai lavoratori.
Manifestazioni bloccate.
Serial killer protetto da potenti.
Scandali di multinazionali insabbiati.
Poliziotti corrotti che coprono il potente.
Rifiuti tossici.
E quindi considerare brutalmente che da noi è talmente la norma, e siamo talmente abituati a sopportare ‘ste cose, che se Gordon fosse in Italia altro che Montalbano, lo avrebbero spedito a gestire il traffico a Vergiate Olona alla fine dell’episodio pilota.

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