Jupiter Ascending

Quest’anno aspettavo pochissimi film, ma soprattutto Jupiter Ascending.
I motivi per cui lo aspettavo erano molto semplici:

  • Quanti anni sono che non abbiamo un film nato proprio per lo schermo e non come deriva poco soddisfacente di un altro prodotto?
  • Effetti speciali.
  • Mi piacciono le spiegazioni stupide sulle cose stupide degli alieni, tipo ‘cerchi del grano’.
  • Team Wachowsky.

Quando è uscito Matrix, ne abbiamo fatto tutti una malattia. Il finale aperto del primo capitolo è penso uno dei miei preferitissimi in assoluto. Matrix ha preso la fantascienza come eravamo abituati con una mano, la nostra realtà del 1999 con l’altra, le ha stritolati, ci ha fatto un purè e le ha messe assieme in una delle ambientazioni più belle, riuscite e d’impatto che io ricordi sul grande schermo.
Ora, ho letto varie recensioni e sentito altrettanti commenti su Jupiter, per cui ero preparata al peggio. Perché l’ultima volta che sono andata al cinema con una prospettiva alta mi sono pentita di aver pagato il biglietto. A me questo film invece è piaciuto molto, e mentre lo guardavo pensando a tutto quello che ne avevo sentito – e cercando di capire se quello che mi aveva attratto non solo veniva rispettato, ma anche aumentato- mi sono accorta che non è la struttura del film che ha problemi, perché è così semplice che sarebbe stato impossibile fallarla.

È il pubblico che è cambiato.

Matrix nella fantascienza era uscito rivolgendosi ad un pubblico più generale con un enorme  “E se…?” e se la tua realtà non fosse quella vera? Fino al 1999, a vedere i film di fantascienza ci andavano solo i fan della fantascienza. Le persone ‘normali’ non andavano a vedere film sulle astronavi, perché “non erano vere”.
Ma se il film si muove nella tua realtà ecco che anche la persona ‘normale’ lo guarda. Né più ne meno dell’urban fantasy. Quante ragazze dicono che non leggono fantasy ma si sono guardate Buffy l’ammazzavampiri oppure –brrr-  I Diari del Vampiro?

Oggi invece chi va a vedere i film di fantascienza e fantasy? I ragazzi. Loro sono il pubblico di adesso, come “noi” eravamo quello del 1999, 2000, 2005, e sono abituati a schemi e ruoli che noi abbiamo già sorpassato.

C’è chi ha considerato che Jupiter fosse altamente stereotipato, e quindi deludente.
La cosa mi ha lasciato molto perplessa, perché dal primo trailer che ho visto… cazzo, ma certo che è stereotipato!

Non chiami Mila Kunis {la nuova Stragnocca per antonomasia}, Channing Tatum {Il pupone a quattro ante} e Sean Bean {Che quando non fa il mentore muore male} perché vuoi far emergere lo spessore dei tuoi personaggi. Soprattutto non chiami Channing Tatum che è uno dei peggiori attori del pianeta, che riesce a far sembrare un antico romano un cafone della periferia di Detroit e che è statico come Robocop (la prima scena in cui compare qui la sua sagoma fa sembrare agile pure Schwarzenegger). Lo chiami perché ti serve un bel manichino che si diverta come un bambino in quello che sta facendo.

Ci sono due tipi di stereotipi:
Quello funzionale alla storia {i personaggi sono tagliati al massimo per lasciare più spazio a tutto il resto, e questo è il caso}, e quelli fatti male per lasciare le maglie così larghe in modo che chiunque possa immedesimarsi {Twilight}.

Un’altra cosa che mi ha sorpreso molto è il paragone con Matrix. “Jupiter è troppo stereotipato, non regge il confronto con Matrix”.

Ma  Il pubblico è cambiato.
Indubbiamente Matrix è un bellissimo film, ma lo consideriamo tale perché il suo impatto è stato importante sulle nostre vite. È uscito nel momento giusto: internet, il millennium bug… Nessuno di noi si è mai fermato ad analizzare Matrix come succede coi film di adesso, che io sappia.Ci proviamo?

Jupiter:
Ragazza comune scopre di essere una personalità importante di un altro mondo. Incontra un gruppetto di cafoni che la salvano dai cattivi, parte in missione, ci mostra il mondo, combatte, scopre che l’umanità fa parte di un sistema di allevamento, bacio con lo sgherro piacente numero 2, finale aperto, effetti speciali, esplosioni.

Matrix:
uomo comune scopre di essere una personalità importante di un altro mondo, incontra un gruppetto di cafoni che lo salvano dai cattivi, parte in missione, ci mostra il “mondo”, combatte, scopre che l’umanità fa parte di un sistema di allevamento, bacio con la sgherra piacente numero 2, finale aperto, effetti speciali, esplosioni.

Differenze:

Matrix parla di realtà virtuale e l’equipaggio della Nabucodonosor è vestito di pelle. Il protagonista è maschio, adulto, con un lavoro stabile e che manda a farsi fottere le autorità.

Jupiter parla di realtà stellare e l’equipaggio della nave è vestito di sbrillucichini. La protagonista è femmina, ragazzina che ha un lavoro precario e insoddisfacente e che si fida delle autorità fino a che non è evidente anche a lei (noi lo avevamo capito a minuto 7) che la polizia interstellare è corrotta.

Matrix si rivolgeva ad un pubblico più o meno di adulti, che erano quelli che guardavano la fantascienza nel 1999.
Jupiter si rivolge al pubblico di giovani (20?), che sono quelli che guardano la fantascienza nel 2015, ma la farcisce di citazioni visive perché sanno che ci siamo anche noi. Se avessero voluto fare una cosa molto easy bastava già roba come quella che sta infestando anche la fantascienza in questi anni.
In breve, la storia è piuttosto facile, i personaggi sono molto tranquilli e non lasciano grandi sorprese, quindi puoi distrarti a guardare la statua messa in quinto piano in fondo a sinistra, ehi ma è fatta benissimo, intanto quello parla e non ce ne frega niente. Se fossero stati però approfonditi molto di più, o se si fosse fatto vedere qualche altro pianeta, probabilmente anche i più ‘grandi’ lo avrebbero apprezzato, piuttosto che basarsi su quanto già osato negli altri immaginari. Insomma, è un film molto carino, ma se nel 1999 hai sfondato la percezione di un genere a ceffoni, nel 2014 ci si aspetterebbe quasi la stessa cosa.

Quindi molto bene:

  • Citazioni e spiegazioni su qualsiasi cosa ricordi il nostro immaginario alieno, dai cerchi del grano al perché tutti quelli che dicono ‘sono stato rapito dagli alieni e mi sono svegliato su un tavolo operatorio’ li identificano come i Grigi, o perché nessuno si ricorda di aver assistito ad un evento alieno, o anche i dinosauri.
  • Variazione della ‘razza’ dei personaggi spiegati intuitivamente con la storia della genetica manipolata. Cioè, spiegata una volta, si può immaginare che siano tutti ritoccati per lo stesso motivo.
  • Costumi, musiche, architetture, astronavi, mostriciattoli vari ed eventuali, tecnologia intuitiva e fruibile (non da ‘è fighissimo, ma la uso solo questa volta qua’). Ed è molto più materico, credo abbiano usato molti costumi, trucchi e maschere.
  • Anche solo inserire ‘vampiro’ in fantascienza è piuttosto difficile, ma ce l’hanno fatta, testimoniando che si è guardato proprio a tutto. Senza poi contare ‘Abraxas’, ‘Horus’, etc.
  • Costruzione del “problema” da risolvere molto interessante, perché gli Abraxas hanno ragione: quando possiedi tutto l’Universo e ti puoi muovere quanto ti pare, anche il lusso più sfrenato non è nulla in confronto al possedere il tempo.
  • Ringrazio molto di non aver inserito la solita stronzata abissale tra personaggi adulti con la sfera emotiva di un undicenne sull’amicizia, la forza dell’amore, lo spiegone sui sentimenti, ma di aver limitato la cosa solo a bacio + “quella è la mia famiglia e vado a fargli un culo così a quella fighetta in latex” + “se sei geneticamente programmato per stare in un branco, dovresti buttarti su quest’idea”.
  • Ultimo, ma non per importanza, anzi, la “morale”, il messaggio. Se abusi del pianeta, non distruggi il pianeta, ma distruggi te stesso. O almeno, io l’ho intesa così, per via della metafora delle api che riconoscono Jupiter come sovrana (le api sono sempre un sintomo del benessere del terrtorio e, per questo, considerate sempre tramiti col ‘divino’), della mietitura avvenga solo quando il pianeta è troppo sovraffollato, del distaccamento che hanno gli Abraxas verso le persone che loro mietono come bestiame per un capriccio.

Molto meh:

  • I Dialoghi. A tratti spiegano, non ci sono battute davvero divertenti (Quella del cane, magari anche no).
  • “Prevedibilità” forse è la parola più azzeccata. Ognuno fa quello che ci si aspetta.
  • Se causi un cataclisma notevole su Giove che potrebbe intaccare la sua massa, potrebbe – dico, potrebbe- creare problemi al resto del nostro sistema solare.
  • Mi sarebbe piaciuto davvero, davvero, davvero un finale più matrix di lei che decolla a tutto spiano a vedere gli altri mondi che ha ereditato.
  • Il doppiaggio su Eddie Redmayne è stato tremendo, perché più che mellifluo sembrava un tossico con la raucedine, anche perché la sua voce ‘vera’ non è quella spifferata come in Italiano. E purtroppo essendo lui più bravo di metà del resto del cast, sembrava molto più melodrammatico di Thranduil.

 

“…Ma, nonostante ciò, sono comunque il più Favoloso del Reame.”

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