Jurassic World

Dopo questo credo che salterò direttamente al nuovo Star Wars in arrivo a Dicembre, tranne eventuali sorpresone.
Possiamo riassumere JW in “si mantiene con una stampella della Nostalgia e con l’altra firmata ‘Ian Malcolm was Here’“. Più o meno sono queste che reggono il film in generale.
Se si è visto solo il film di Jurassic Park e non si è mai letto libro. Libro e film penso siano uno dei miei pochi casi di “ok sono diversi ma sono belli entrambi“. Jurassic Park fu il mio primo libro ‘da grande’, l’unico che ho riletto più di una volta nell’edizione stracciona da diecimila lire bianca, con lo scheletro nero del t rex e le impronte dentali del mio raptor domestico.
I dinosauri piacciono a tutti. Ho sentito addirittura la teoria secondo cui i bambini li adorano perché rappresentano il loro modo di intendere la vita poiché i dinosauri sono creature al tempo stesso reali ma mitologiche e blablabla…  semplicemente ai bambini piacciono gli animali, quali forme essi abbiano, e dato che i dinosauri non possiamo osservarli davvero ma solo teorizzare una serie di cose (esattamente come in Storia) i bambini si scimmiano a scoprire le loro caratteristiche proprio perché non possono vederli, ma solo immaginarli, anche se è strano che siano molti pochi -tipo me- ad avere la scimmia anche per i grandi mammiferi estinti del Quaternario o le grosse anfibio/lucertole del Cambriano. Per questo imparano una serie di caratteristiche e di misure. Poi col corso del tempo molti perdono questa capacità di osservazione, e solo pochi proseguiranno in questo tipo di studi del passato, sia che siano fossili o vasi da rispolverare. 
Ma andiamo con ordine.
Anche in questo caso ho notato che c’è una divisione netta degli spettatori: a chi si è esaltato come un bambino (mucchio di cui faccio parte, soprattutto per il finale, nonostante i mega spoiler che fanno le pagine FB) e quelli che non l’hanno apprezzato perché “già visto”.

E da qui partiamo con il film.  Anche io per i primi 20 minuti ho avuto questa sensazione. Cioè, c’è una introduzione sommaria dei personaggi prima dell’arrivo molto rapido di un vero dinosauro, e la cosa mi aveva molto sorpresa: siete su un’isola tropicale a guardare degli animali che dovrebbero essere estinti, possibile mai che solo il bimbo si sta scimmiando come un indemoniato all’idea di vedere un t-rex vivo? Quindi la risposta è molta semplice:il parco è aperto da quasi vent’anni, la gente si è abituata.
I telespettatori vedono film con effetti speciali sempre più accattivanti da più o meno vent’anni, si è abituata. Ecco perché abbiamo i telespettatori Esaltati e i telespettatori Turista. Ecco perché è Chris Pratt, chiamato per controllare la gabbia dell’Indomitus Rex, a dire “ehi, producete dinosauri, è già una cosa ‘WOW!” Quando Clare spiega perché hanno creato un ibrido.  C’è questa strana cosa che ai turisti / spettatori i “dinosauri” siano dovuti.
In tutto ciò tenete conto che un paio di volte compare Ian Malcolm a ochieggiare dal retro delle copertine di libri in secondo piano.  Da qua ovviamente è tutto piuttosto non dico prevedibile, ma facile da immaginare se siete stati dei bimbi attenti. Ma la cosa che veramente mi ha fatto più impazzire non è che si trattava di semplice strizzate d’occhio al primo Jurassic Park; qui si tratta di un seguito ambientato in tempi moderni di un film che contiene una parte considerevole di cose che compaiono in realtà nel libro e che nel primo JP per vari motivi non sono mai comparsi. C’è tutta una serie di concetti, non solo di scene, che sono presi di peso dal libro e la genialità è stata amalgamarle con le citazioni al primo film della saga. A memoria, posso segnalare:
1)Il discorso pratico sulla clonazione dei dinosauri a fini commerciali, che nel libro è opera del dottor Malcolm. Che fa tutta una tirata sul fatto che sono animali creati solo per fini economici, da esporre e che ci si aspetta che stiano buoni buoni nei loro recinti e, per farlo, hanno dovuto operare talmente tanto sul dna che non hanno riportato dei veri dinosauri ma qualcosa che poi è stato ‘adattato’ alle esigenze della In-Gen. Perché i dinosauri vivevano con il 33% dell’ossigeno in più, i mari erano più bassi, mangiavano cose diverse, e ora si trovavano catapultati in un mondo completamente diverso, dove i loro geni vengono modificati  solo per il semplice fatto di voler vendere dei triceratopi da salotto per i bambini ricchi. In realtà tutti questi pasticci portano a esemplari malati, che muoiono presto o sbarellano.
2) L’Indomitus segue la scia geotermica di calore perché in fondo i dinosauri sono i capostipiti degli uccelli, che usano queste variazioni invisibili per poter migrare. I raptor si spostano e hanno questa concezione più di stormo che di branco proprio per questo loro spettro evolutivo. Nel libro infatti Alan Grant e Gennaro (mi pare)  si calano all’interno di un rifugio usato dai raptor ed è sempre Grant a notare come essi dormano allineati in un certo modo perché sentono la spinta a migrare, dopo che si sono spostati per l’isola sempre nella stessa direzione.
3) I primi ragazzini di JP (Lex e Tim) vengono mandati sull’isola perché i genitori stanno divorziando.
4)Il fattore ‘mimetico’ è pensato in realtà per gli allosauri, che assediano un rifugio in cui Grant riesce a mettere al riparo i bambini. Non vedono infatti gli Allosauri arrivare perchè si mimetizzano con le piante, ma una volta illuminati in pieno tornano a essere bianchicci’ (se non ricordo male).
5)La scena della cascata è un accenno a quella del libro con il t-rex, immagino, in cui poi anche il Rex si butta e comincia a nuotare come un coccodrillo, con Grant prima con gli occhietti a cuoricino, e poi “forse è meglio se ci leviamo”.
6) Nella voliera per sbaglio ci finisce Grant coi bambini, e Lex viene inseguita da quei piccoli affarini.
Dal film invece c’è una serie di elementi ripresi che per fortuna non c’è stato bisogno di spiegare. L’ambra, la mascotte a forma di elica di DNA, i grandi finanziatori che cercano il shogno, il fatto che i raptor sono molto intelligenti e hanno una zampa ben più prensile degli altri (Non posso essere stata l’unica ad aver capito subito che razza di pasticcio preistorico avevano sfornato con l’Indomitus, dai), il richiamo alle magliette con il vecchio simbolo, Ian Malcolm appunto disseminato qua e là e, addirittura, il t-rex che è lo stesso, ma invecchiato bene. La scena in cui un erbivoro sta male e viene soccorso, le vecchie jeep e la vecchia sala d’accoglienza con l’elemetto e i porta bibitoni, la macchinina rotta dal predatore, i cacciatori che diventano prede nonostante tutti i superfuciloni, il cartello per l’imbarcadero che altro non è che quello preso in pieno da Nedry durante la fuga…
L’unico grande assente di questo film purtroppo è il dephilosauro, che fa solo una comparsata olografica. 
Un’altra cosa per cui ero un po’ scettica per i commenti di chi lo ha visto e poi mi sono ricreduta in sala sono stati i tacchi di Clare. Sì, è paradossale che in un film fantascientifico in cui ci sono dei dinosauri geneticamente modificati il primo problema è la credibilità delle scarpe di lei e non dei sandaletti e delle all star dei ragazzini nel pantano della foresta equatoriale. A me è sembrato strano che in un’isola del Costa Rica nessuno fosse sudato, ma la risposta è la stessa sui tacchi. 
Hanno resuscitato dei dinosauri? Sì. Vuoi che l’ingegneria di scarpe non abbia creato scarpe capaci di fare tutto quello che fa Clare nel film? Sì. CI sono dipartimenti di ricerca anche per le scarpe, sapevatelo, così come per gli spruzzini da casa, le automobili, i tubetti di dentifricio…
Come facciamo a sapere se sono tacchi adatti? Con la prova del Nove più semplie del mondo: Clare non si cambia le scarpe né per guidare una jeep sullo sterrato e soprattutto cammina dritta e perfetta anche sulla ghiaia. A parte che è una strafiga di suo, sì, le sue scarpe hanno passato la Prova Tacco anche per correre con Rex. A me ha personalmente fatto più strano vedere come la vetrina della Pandora restasse in piedi mentre l’Indomitus sbriciolava di tutto.
Forse Clare è il personaggio che mi sembra più riuscito, con questa totale mania del controllo che appena le sfugge qualcosa di mano va in pezzi, perché se non si fosse fatta prendere dal panico nel momento sbagliato l’Indomitus non sarebbe riuscito a scappare. E se si fosse deciso di abbatterla subito anziché cercare di placarla in nome solo del suo costo, il casino non si sarebbe ingigantito. A mio avviso l’unica parte debole di cui non si sentiva il bisogno è la tramina sulle armi. Ma puoi davvero pensare di allevare raptor come polli?
Comunque, credo che la morale sia che Ian Malcolm ha sempre ragione e che puoi anche essere l’Indomitus Rex, il cafonesauro più tecnicamente letale della storia della scienza, ma ci sarà sempre un vecchio capace di tirarti due ceffoni sonici per rimetterti al tuo posto.
Ah, e la Medaglia al Valore va al tizio che riesce a mettere in salvo i due margarita colmi durante l’attacco degli pterodonti (o sauri?).

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