Cosa resterà di questa Lucca

Ci sarebbero in realtà un po’ di altre cose di cui vorrei parlare, ma ho rimandato per 10 giorni il “post” post Lucca, per il consueto motivo: “dove sono finiti questi 10 giorni?”

Ci vogliono prima due premesse:

  1. Tutte le volte che si torna da Lucca si pensa “questa è stata l’edizione più strana a cui ho partecipato.”
  2. È stata la prima Lucca che ho visto da turista.

Non mi sono portata dietro nulla perché non avevo intenzione di sottoporre niente a nessuno. Quindi ecco com’è la Lucca vista da Turista, la prima Lucca con le ‘selezioni all’ingresso’. Tra l’altro all’andata in auto abbiamo passato un pezzo che sembrava di stare a Dol Guldur Alta(nubi, grigio, una torre spezzata che emerge dalle tenebre, corvi che svolazzano…); al rientro lo stesso posto ma modalità Foresta di Bambi. Vai a sapere…

L’Organizzazione della Fiera…

Un misto di totale anarchia e Svizzerismo.
La mattina di giovedì alle 10 c’è stata una caccia grossa alle mappe perché non esistevano e i volontari non sapevano dove fossero le biglietterie: ad una certa mi sono voltata verso i miei due amici e ho scoperto che eravamo diventati una decina che vagavano modello TWD alla ricerca disperata di una biglietteria. Poi, per usufruire del mio biglietto piuttosto speciale a pagamento dovevo tornare OGNI giorno alla biglietteria teatro a ritirare un braccialetto. Immagino sia una sorta di tutela, ma di fatto io e un X numero di altri avventori abbiamo inutilmente ingolfato una hall per tutte le mattine, togliendo spazio a chi poteva avere davvero bisogno e fondamentalmente dando più stress alle ragazze in cassa.
Per il resto è stato dislocato tutto in giro per la città, in questo modo il flusso di visitatori si è un distribuito meglio e non ho dovuto litigare coi cosplayers (ad una certa non ne ho proprio visti e la cosa ha cominciato a farsi inquietante). Il japan palace non lo visito, né ho interesse per i videogiochi, quindi tutti quelli che dovevano giocare a cose grosse sono stati parcheggiati in padiglioni appositi tipo LOL e AC (credo). Ho partecipato a due educational: il giovedì con Angelo Montanini (“disegnare con la Compagnia dell’Anello”) e sabato con Luca Tarenzi e Aislinn (‘maschi, femmine e altre cose. Generi e degeneri nel fantastico moderno”). Non so in quanti alla fine partecipiamo a questi incontri, ma vertono spesso sul fantastico e su diverse arti e media, sono organizzati benissimo e sono una delle cose più belle che posso trovare a Lucca.
Mi sono anche imbucata all’incontro di venerdì in sala Ingellis sempre con Luca Tarenzi, Aislinn, Andrea Atzori, l’editore di Andrea Atzori che non ricordo come si chiama e Gisella Laterza, che ha sempre l’inumana capacità di essere adorabile sempre. Incontro sul destino del fantastico in Italia.
Nonostante le mie personali riserve sul metodo di bigliettare, quest’anno, mi pare che la cosa abbia funzionato piuttosto bene.
Bene nel senso che non ci sono stati morti e feriti e che alcune trovate hanno reso decisamente più piacevole la permanenza, con anche due concerti veri: per una Lucca finalmente alla finestra non mi arrivava Giorgio Vanni ma del metal.

…e degli editori & simili figure mitologiche.

Io sono un’animale, e ho una mente molto semplice: se mi chiedi di lavorare gratis per te perché la mia è “passione”, e poi mi chiedi anche dei soldi perché hai delle spese di gestione (grafica, impaginato, stand, caffè, etc), la mia mente semplice non legge “editore/associazione/ bambin gesù” legge protoEAP. Quindi per me smetti di esistere al punto che non perdo tempo nemmeno a dire che fai schifo.
Quindi a parte queste figure, l’unica cosa invece logistica che sarebbe da sistemare è la questione delle dediche perché per alcuni era anche solo impensabile avvicinarsi a meno di 20 metri (mi pare sia stato il caso della Panini, perché un amico era sceso apposta ed è rimasto tagliato fuori già giovedì), mentre per altri a molti si mangia via un sacco di tempo. Ognuno ha il suo metodo, non è nemmeno assurdo fare della fila, ma tra uno o l’altro potrebbe mangiarti via tutto un pomeriggio, oppure trovarti davanti la Delta Force delle dediche che vi venisse una gastrite a voi che arrivate con centoquarantasette volumi per l’amico il cugino lo zio e mi fai uno schizzo di daredevil come fosse la Cappella Sistina e uno come la Pietà e uno tipo Guernica?
Anche se poi così ho fatto conoscenza dello staff della Cosmo dove c’era la adorabile ragazza dai capelli blu, la signora bionda della Mondadori Comics che ho incontrato di nuovo e che l’anno scorso mi aveva aiutato un sacco e anche quella molto pucchosa della Tunué con le dediche per Tony Sandoval: voglio bene a tutti, soprattutto a Tony che faceva le dediche mangiando tipo sempre si ricordava di me che per una cosa e l’altra ogni giorno sono passata da loro.
Sono stata anche allo stand Bonelli – non ci ero mai mai MAI andata prima e volevo la stampina di Morgan Lost-, dove è bellissimo perché ti danno un talloncino numerato con delle istruzioni. Se ce l’hai bene se no ciao. Di una semplicità ed eleganza che mi ha fatto venire voglia di comprare altri Bonelli solo per questo.

Avrei voluto anche andare a prendere Karmapolis di Ren Books. Ci ero quasi riuscita, ma hanno avuto dei disguidi.
Ora, la location scelta non era nemmeno così assurda da trovare, ma in verità se non fosse che volevo il volume e abbracciare Greta non mi sarei presa nemmeno la briga di uscire dall’area fiera con tutto quel casino. Anche perché la scarpinata mi è costata un po’ di tempo e non sono riuscita a tornare in self area, ma ho virato e sono andata al BordaFest dove avevo amici.

Le compere

Ho comperato davvero poco, perché sono stata un po’ fregata dal tempo e dalla salute. Alla Mondadori Comics non c’erano tanti ospiti di mio interesse – a parte uno che però non avevo orari compatibili-, quindi a parte un paio di cose prese dall’area self, qualche acquisto occasionale e quelli appositi per le dediche (Sandoval, “hadez” e Wendling) ed Elfquest (da cui mi devo ancora riprendere per il trauma editoriale per cui parliamone in un altro momento) ho optato per una fiera più leggera e mirata. Non ho nemmeno preso la consueta cosa da Ciruelo Cabral che prendo tipo sempre, né romanzi o libri perché non c’erano ospiti interessanti e/o compatibili con i nostri orari.

Cosplayer

Piccoli Acquaman biondi, personaggi che non ero sicura essere cosplayer o alternativi, decine di assassin creeds, Eternal Sailor Moon con passeggino e un deficiente vestito da scatola di croccantini. Potrei o non potrei parlarne poi.

La conclusione

È stata la prima Lucca gradevole in toto a cui ho partecipato, perché programmino alla mano è stato più tranquillo riuscire a farci stare tutto e tutti o quasi. Diciamo che il tempo soleggiato aiuta moltissimo.

Ci sono però due punti che ho trovato che, per mia idea, sono intersecati e che si evince ad ogni grossa fiera come questa, e di cui bisogna cominciare  a parlare.

Il primo è quello che la conferenza su “il fantasy  in Italia” ha esposto, e cioè: il fantasy, quale che sia la sua foggia ma soprattutto autoctono, ha sì un nucleo forte di lettori e simpatizzanti, ma non sono un numero abbastanza alto.
In sintesi non si stampano buoni libri perché nessuno legge libri. (Di mio ho notato che esiste una progressiva cementificazione – intendo proprio ‘Rapallizzazione’- dei fandom già strutturati, e che tutto ciò che non somiglia a qualcosa di precostruito non viene considerato, quindi come il cemento la lettura viene erosa dal tempo). Quindi di chi è colpa se non c’è abbastanza fantasy e /o letteratura decente qui? Vostra, (bastardi!, io avrei aggiunto, ma io sono una persona orribile) che non leggete.
Presa come singolarità è difficile da spiegare, ci vorrebbe tutto il panorama completo, ma lo trovo un evento molto legato al seguente:

Mi capita spesso di sentire che se tanto si va a fare altro alle fiere, tipo i cosplay o simili si sta fuori dai padiglioni e non si paga biglietto.
Se non ci fossero però quei disgraziati che pagano biglietti e stand quelli che vanno “a fare altro” non avrebbero un evento fieristico in cui farlo, quindi magari ogni tanto un biglietto potrebbero comperarlo, o anche starvene a casa. Questo viene mutuato in parte dalla strana idea che se una cosa ti diverte o intrattiene dovrebbe essere gratis; se così fosse, sto ancora aspettando il mio biglietto gratuito per Disneyland.
il punto però è che le fiere del fumetto sono fiere di settore ed eventi culturali: se non avete interesse alcuno ad accedere ad una fiera di questo settore vuol dire che non avete nemmeno interesse a quello che c’è dentro: libri, fumetti, giochi, incontri, autori, presentazioni.
Lo stesso principio si applica a ogni tipo di evento culturale: concerti, spettacoli, cinema, musei, mostre perché si possono fare offerte quanto si vuole per andare incontro al pubblico, ma c’è un limite oltre il quale il diritto di accesso diventa capriccio, altrimenti nulla vi vieta di indossare il vostro costume e farvi fotografare per le vie della vostra città.

Se la vostra Lucca è stata diversa (più felice, terrificante, disagiata, meravigliosa) oppure ho scritto delle emerite stupidate (cosa sempre assai probabile), parliamone, perché Lucca è un Universo a sé.

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