Parole chiave & informazioni di servizio.

Da qualche tempo avevo notato che nelle -scarse- parole chiavi ricorrenti per cui questo mio blog veniva rintracciato nel Nebraska internettiano erano piuttosto fatidiche: “Princes of the Universe“. Mi ero ripromessa di scrivere ciò nei giorni scorsi ma siamo stati tutti come dire… piuttosto impegnati.

Per chi non lo sapesse – o non se lo ricordasse, o comunque non era fonte di grande interesse – fino a qualche settimana fa tenevo tra le pagine del blog le pagine di un fumetto che stavo pian piano creando e che si chiamava, appunto, “Princes of the Universe”.
Descrivendola a posteriori rientrerebbe a grandi linee nella fantascienza, poiché i personaggi hanno origine aliena, si trovano in un clima avverso che cerca di ucciderli e da lì tutte le loro caratteristiche e situazioni si sviluppano mediante spiegazioni scientifiche -o pseudo – e mai con la magia, tanto che hanno proprio un Universo loro completamente staccato dagli altri personaggi che bene o male hanno i 6 gradi di separazione anche se stanno in storie diverse. Io purtroppo sono una bestia dalla mente semplice e mantengo sempre una classificazione molto a maglie larghe e in caso le incastro.
Col tempo però alcune cose sono cambiate: in primis il mio disegno, e quelle pagine ai miei occhi erano diventate brutte, ma così brutte, ma così terrificanti che le ho rimosse subitaneamente nel momento in cui mi sono accorta di averle pure mostrate a qualcuno live senza alcuna vergogna, e ciò ha urtato il mio Senso Critico (che nella mia mente ha le fattezze di Maurizio Crozza che interpreta Joe Bastianich: “Tu davvero portato me qVesto? Se mio Cane vede…“).
In seguito mi è stato molto utile parlare con un mio compagno di corso che ha studiato da chimico e poi ascoltare una conferenza sui pianeti extrasolari.
Ho cambiato talmente tanto il disegno che pensavo di fare un disegnetto proprio per questo post e non ci sono riuscita perché devo ridisegnarmi i personaggi da capo come fossero nuovi.
In realtà ho solo oscurato la pagina, ma c’è. Anche le tavole diciamo ‘vere’ ovviamente le ho ancora, io non butto via mai nulla perché alle mie schifezzine ci sono molto affezionata.
Poi ho notato che qualcuno lo stava cercando.
I primi tempi pensavo che fosse qualcuno che stava bho, cercando i Queen, ma poi ho visto che la cosa si ripeteva piuttosto periodicamente.
Poiché io non so trovare i titoli delle storie molto spesso li classifico con titoli di canzoni, e in questo caso era tipo tutta la colonna sonora di Highlander, che è tipo il mio film preferito più antico tra quelli che ricordo.

Quindi la INFO di servizio è che Merak e tutti gli altri al momento sono “in vacanza” (loro si proclamano in verità ‘esodati’). C’erano alcune cose di trama e di scienza che non tornandomi ho preferito lasciare in sospeso fino a recupero informazioni compiuto. C’erano alcune trame che per questo avrei voluto sviluppare e che banalmente mi serviva sapere molto di più su Marte. Una cosa che ho scoperto recentemente, per dirne una, è che una delle due Lune si sta in realtà lentamente frantumando e questo è un particolare che mi è stato piuttosto utile, così come anche su alcune lune di Saturno   avevo trovato cose interessanti.
Oltre a sistemare la linea temporale, il restyle dei personaggi, colmare un cratere di trama che per fortuna ho visto per tempo. Non so se là fuori c’era qualcuno che lo stava leggendo e ogni tanto torna a controllare che ci sia qualcosa di nuovo: anche se ce ne fosse uno solo, comunque l’avviso è che:
No, il progettino non è morto. Sì riprenderà. Quando non lo so perché è un periodo davvero incasinato che non so che mi succede dalla sera alla mattina, e anche solo ricalcolare la foliazione comincia a diventar complesso.
Diventa complessa anche la scelta di ambientazione perché nonostante sia pressoché ininfluente la location ‘esterna’ il primo troncone di storia era ambientato a Parigi, e prevedeva comunque della rissa spaziale con cose che esplodono. Stavo già pensando di spostarla in un posto diverso sempre europocentrico- avevo fatto un pensiero vago sulla Russia tanto da aver usato Mosca come scena di prova per il corso dell’anno scorso- ma va da sé che dopo venerdì non ambienterei più nulla a Parigi per un bel po’ di tempo. Non che avesse un’utilità Parigi ‘vera’, perché tutto quello che mi serviva della città era solo una spina di ferro molto alta, e a pensarci potrebbe anche andar bene la Branca qua a Milano… ma poi sembrerebbe anche che ci sia un convegno di tre quarti dei miei personaggi sempre qua, quindi visto che tanto Merak e gli altri orbitano attorno al pianeta possono anche traslocare.
Quindi mentre sono seppellita dalla carta tra le altre millemila cose da fare non temete (o invece sì) che anche questo ha il suo posticino, soprattutto dopo che ho anche già trovato degli adorabili Minions che mi aiuteranno.

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