Azizu

Azizu rgb

{Acquarello, china, matite e lucine in digitale}.

Azizus era un dio del vastissimo pantheon mediorientale. Generalmente raffigurato con un cammello, era in origine il Dio che rappresentava la stella del mattino, con mansioni celesti e guerriere.
All’interno della città – oasi di Palmira invece assurge, assieme al gemello Arsu, al ruolo specifico di divinità protettrice delle carovane e aiutante del dio celeste Baal.
Mentre il gemello Arsu mantiene il cammello come cavalcatura perché protegge le carovane che giungono dal ‘Tramonto’, Azizus solo a Palmira viene raffigurato con il cavallo e quindi protettore sotto il grande cielo di Baal di quanti arrivavano a commerciare dall’Alba. Il suo culto ottiene una spinta molto specifica delle famiglie di mercanti di Palmira, tanto che con Arsu viene raffigurato ai lati di Baal per sottolineare la vastità del cielo e il grande potere che aveva nel proteggere quanti passavano per i deserti e le steppe prima di riuscire a raggiungere la città.

Avevo in ballo questo disegno da un tre settimane circa: a Milano hanno intitolato una sala a Khaled al-Assad e anche un alberello nel Giardino dei Giusti, quindi hanno fatto anche un paio di conferenze a tema. Ho partecipato ad un incontro sull’archeologia del sito di Palmira in cui un’archeologa ha spiegato, a parte l’assetto di ciò che si trovava nel sito, anche molte unicità stilistiche proprie della città. Decorazioni, capitelli, il foro romano a portico anziché aperto e le varie rappresentazioni all’interno dei templi. Essendo Palmira un polo commerciale piantato in mezzo al deserto in cui quattro o cinque civiltà dovevano passare per forza – soprattutto dopo la caduta in disgrazia di una città vicina- si era venuto a creare non solo coesistenze di diversi pantheon, ma addirittura, come Azizu, nuove “mansioni” specifiche.

La particolarità dell’arte di Palmira stava nel raffigurare i personaggi con panneggi molto fitti e soprattutto molto ricchi e influenti.

Per gli abiti in questo caso ho seguito più o meno la linea di quelli che ho trovato nelle vecchie foto al sito archeologico, e poi li ho ibridati con alcuni elementi dei cavalieri partici (l’arco, i finimenti e i gambali), mentre l’oro e i pugnali li ho presi di peso da un altro sito archeologico afghano dello stesso periodo, tranne il frontalino del cavallo che è più o meno inventato.

 

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