Quattro Matrimoni & un funerale

“Four Weddings and a Funeral”
1994 – Commedia-Romantica.

1- 4 matrimoni

Un gruppo di amici molto affiatati e ormai oltre la trentina accompagnano la vita di Charles (Hugh Grant), impacciato e pasticcione. Testimone dello sposo del primo matrimonio conosce Carrie (Andie MacDowell), americana, e si innamora a prima vista. Come un filo rosso però i matrimoni altrui si avvicendano a staffetta secondo la storia molto diffusa che si incontra il proprio coniuge sempre al matrimonio di un altro.

Sembra strano a pensarci oggi ma questo film ha oltre vent’anni. È stato il mio primo film che io ricordi che raccontava in maniera diretta, per quanto divertente e triste, l’amore in età adulta in ogni verso. Da qui poi si è aperto infatti il periodo delle pellicole inglesi e delle commedie, soprattutto con Hugh Grant.

A metà degli anni Novanta ricordo solo un proliferare di film alla ‘e vissero felici e contenti a 18 anni cavalcando verso il tramonto’: questo fu il primo che trasportava con calma quello che succede quando oltrepassi i trent’anni, non sai chi tra gli amici è il più incasinato, né se effettivamente c’è da qualche parte qualcuno per te però va bene così, in fondo è ancora presto sei appunto giovane, circondato da amici splendidi e anche più fulminati e la magia finisce quando muore uno di loro, e solo in quel momento dopo tanti matrimoni, pizzi, balli e feste vedi com’è fatto l’amore. Non è una festa, non è un ‘e vissero felici e contenti’ perché il ‘felici & contenti’ era lì prima, con te a fare i cazzoni o a piangere.
Charles passa dall’essere il testimone pasticcione che dimentica le fedi a casa alla decisione più drastica di accasarsi anche con la donna sbagliata, come se fosse la cerimonia stessa a riparare con una ex il nulla osta per ‘passare oltre’. È timido e impacciato ma ci tiene un sacco, tanto da correre sempre come un disperato pur di fare in tempo ad essere presente.
Nonostante Gareth (Simon Callow) e i suoi gilet meravigliosi , la coppia più carina è quella che si forma a metà del film, con David – il fratellino sordo di Charles – e una ragazza che incontra, appunto, ad un matrimonio e che ha imparato il linguaggio dei segni per comunicare apposta con lui.
A pensare che son passati ventidue anni e vedere com’erano tutti piccoli fa un po’ strano.
Tranne per la Andie MacDowell, che è bellissima sempre e comunque e io l’adoro qualsiasi cosa faccia, anche quando fa la stronzetta americana e ha un personaggio odioso: io avrei sposato subitissimo Fiona.

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