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Val

Sto terminando le chine del secondo episodio di ‘Chiantishire’, così nel mentre ho scansionato un disegno fatto durante la Cartoomics da postare.

Valtha col Tirso, il bastone sacro di Dioniso. Il vestito e i gioielli sono etruschi.

Copics e chine.

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Gatti! -2

Sto completando alcune cose, quindi oggi vi lascio il secondo gatto ‘divino’.
Tecnicamente Seth non è un gatto. Non è nemmeno un cane. In realtà nessuno sa che razza di bestia potesse essere “l’animale di Seth”.
Il culto di Seth era originario di Naqada, nell’Alto Egitto. Quindi tra le tante ipotesi potrebbe essere un fennec (quella puffosa volpe del deserto con le orecchie che fanno provincia), un cammello, o un carnivoro di piccola taglia oggi estinto. Quando il Basso Egitto annette l’Alto Egitto subentrano tutta una serie di dinamiche per uniformare il territorio – l’Alto Egitto, sconfitto, si adegua-, quindi ciò che sopravvive del loro culto viene cristallizzato nella forma in cui riesce ad affermarsi e a ritagliare il proprio spazio. Probabilmente Seth e poche altre divinità avevano una presenza così forte che riescono a sopravvivere nella forma che ci è arrivata: il dio della vita (contrapposto a Osiris, che è della morte e della rinascita), quindi delle tempeste (che innescavano a monte il fenomeno della piena del Nilo), avversario del Basso Egitto (durante il regno del faraone Khasekemuj c’è un’iscrizione che recita che il faraone ‘è in pace con l’Horo e il Seth’, cioè è riuscito probabilmente a rendere pacifici del tutto i rapporti tra entrambi i regni, così importante da identificare tutto il territorio con un solo dio), patrono degli stranieri (quando gli Hyksos arrivano in Egitto portano il loro dio delle tempeste, Teshub. IL culto di Seth ha quindi un’impennata ma, passata la dominazione, viene poi relegato ad avversario divino; successivamente invece una delle armate di Ramesse II era proprio a nome di Seth), e delle sabbie rosse (del deserto, contrapposta alla terra ‘nera’ dove si può coltivare e seppellire i morti). All’arrivo dei greci invece viene tradotto come ‘Tifone’, un po’ come l’architetto Imothep si incuneò nel culto per Asclepio. Seth ha queste strane fluttuazioni di fedeli e di culti che forse più di altri mostra la ‘carriera’ di un Dio all’interno delle varie comunità che abita. Come Loki, un altro dio sopravvissuto al ‘passaggio di stato’ da una mitologia locale a quella statale, a volte aiuta a volte no: Seth uccide il fratello, Osiris, e poi affronta Horo, ma guida la barca di Ra quando il Sole scende nella valle della notte e deve combattere contro il serpente Apophis.

seth

Questa è la “mia” versione, in cui ho assemblato un po’ di cose e vari miti che ho trovato su Seth & Famiglia. Sono stata al museo egizio di Torino il mese scorso nonostante la folla oceanica e qualcosina sul periodo di Naqada ho visto, soprattutto ceramiche, che hanno un gusto decorativo molto diverso rispetto a quello del Basso Egitto. Ho anche scoperto che per esempio ai soldati molto valorosi -ma non so da che dinastia- veniva donato dal Faraone una mosca d’oro, che è una cosa molto caruccia e spero di riuscire a utilizzare in qualche modo.
Quando arriverò a poterlo disegnare in alcune tavole che sto pianificando nei ritagli dei ritagli dei ritagli di tempo, sarà fatto così. L’ho fatto due giorni fa per provare i copic che ho vinto (*w*) ed è la prima volta che sono soddisfatta del risultato perché è uno dei miei personaggi più difficili da far muovere: è fondamentalmente un grosso gatto antropomorfo che spara fulmini.
Non so chi sarà il prossimo, probabilmente Dioniso, che assieme a Seth mi fanno una coppia un po’ tipo Cip e Ciop (Dioniso è ovviamente  quello più intelligente tra i due).