Chiantishire · Fumetti · illustration

Ko-fi

Ho aperto un account sulla piattaforma ko-fi che trovate qui e lì a lato il pulsantino denominato ‘Will draw for coffee’.
Il caffè è simbolico, in pratica si tratta di lasciare 3 euro al gestore dell’account perché… bho, alla gente va di farlo per i motivi suoi. Io per esempio ho trovato questa piattaforma a gennaio perché ne ho sentito parlare da una ragazza che viaggia e fa la traduttrice, e gestisce un blog modello “come fare a…”. Poi ci sono disegnatori, scrittori, giornalisti, creatori vari, e chi più ne ha più ne metta. Addirittura avevo avvistato anche un disegnatore venezuelano che l’aveva aperto, per cui le situazioni sono svariatissime.
Di mio ho deciso di cominciare con dei mini pucchi di ringraziamento per chi ci passa, più avanti cercherò di implementare qualcosa di più articolato.

Fumetti

Dioniso

Nei giorni scorsi sono riuscita a ritagliate del tempo per questo progettino. Una delle idee che ho vortica attorno ai culti dionisiaci e gli etruschi. Al momento nelle ultime settimane ho pianificato qualche capitolo, realizzato dei mini storyboards e sto piazzando i dialoghi delle prime pagine ~ ed è um problema quando i personaggi parlan sempre troppo. È un lavoro che in un altro momento avrei fatto in giorni e non settimane, escluso ovviamente tutta la reperibilità di fonti che ancora adesso mi riserva sorprese. Non si tratta solo di unire il mito tal dei tali con un altro, ma adattarli e infilarli in faccende storiche avvenute in periodi in cui già capire io come disegnare una casa diventa complesso.

Questo era una bozza per una linea sui costumi e i capelli di Arianna, Dioniso e una menade.

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Coppie

Ho ripreso la serie di divinità che atavo disegnando. Dopo Dioniso doveva essere il turno di Apollo, ma per una serie di imprevisti ho virato su Seth e compagna.

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Dopo di loro dovrei riprendere il Pan italico, Horo e un paio di altri.
Ad Apollo la cosa non è piaciuta molto, ma è ancora un po’ difficile da fare, come Metatron.

Fiera · Uncategorized

Settembre

Dato che le ultime sei settimane le vacanze mi sono volate via in un milione di impegni e contrattempi non sono riuscita a postare nulla di nulla di nulla. Tipo che non ho capito bene che fine hanno fatto i giorni dal 26 luglio al 4 settembre.
Ma almeno tra questi sono riuscita a ritagliare del tempo per un paio di cose.
La prima: appaio nel numero di questo mese della webzine Japanimando, mensile dedicato al fantastico in tutte le forme che assume in Italia e che in ogni numero presenta tanti autori e autrici italiane. Lì sono disponibili anche i numeri arretrati da poter sfogliare. C’è addirittura una mia foto in divisa da Gnomo divisione ‘Berretto Rosso’ e qualche disegno.

La seconda: Ho quasi terminato il primo capitolo della storia a cui sto lavorando. I miei capitoli sono molto brevi, ma conto che tra oggi e Arona – a fine mese – di riuscire a mostrarvi qualcosina. In questa storia sono di 12 pagine perché è ancora più seriale, mentre l’altra ha capitoli di 18 pagine, e si concluderà in 7 / 8 capitoli. Avrei voluto fare almeno una trentina ti tavole, ma purtroppo l’universo è andato come è andato.

La terza:
Prova.

Ho fatto qualche esperimento e questo è il risultato. Non mi dispiace, soprattutto perché con il nuovo lavoro praticamente mi sono costretta a tornare sulla china, che ha sempre educatamente contraccambiato la mia reverenziale antipatia nei suoi confronti. La cosa ridicola è che per arrivare a questo avrò girato un sacco di materiali, prove, esperimenti e cose, e poi sono dei vecchissimi ecoline del Paleolitico superiore che ho provato per sbaglio. Infatti è piuttosto pieno di erroracci, ma l’effetto finale non mi dispiace, anzi. Cercavo un effetto finale del genere.

La quarta: Ho avuto due ‘Epifanie’ per delle storie brevi (scritte), e spero di riuscire a terminarle entro i tempi stabiliti: una di genere ‘arturiano’ e un’altra di pirati, perché i pirati sono fighi. Quella più lunghetta invece si è un attimo arenata… spiaggiata. Diciamo che ha deciso di abbracciare l’iceberg del Titanic e di affondarci assieme perché i personaggi sono poco collaborativi (in realtà è quasi del tutto colpa del protagonista, e un po’ mia perché è tanto che non ho a che fare coi vampiri).

Dunque, questo è tutto, per ora. Alla prossima potrei lasciarvi con qualcosa su uno dei film che ho visto (ma anche no) e/o dei fumetti letti in questo mes, anche se non ne ho letti poi così tanti, sigh.

Videolibroteca

Serendipità – Egitto

Questo post era pronto da un po’ di tempo ma, dato che settembre è molto più tosto delle mie aspettative, per non lasciare la paginetta alla deriva lo pubblico oggi, mentre sono in “riunione aziendale”.

Il termine Serendipità indica quella strana dinamica per cui, mentre si è concentrati in cercare qualcosa di particolare, si trova per caso qualcos’altro che ci può rendere più felici.
Deriva da Serendip, il nome che l’isola di Ceylon aveva in antichità e, per via della difficoltà di posizionarla su una mappa, è stata ‘persa’ svariate volte dai navigatori europei di tutte le epoche. Quindi ogni volta che ci capitavano per caso erano sconvolti dalla bellezza della natura, delle sue risorse e credo anche dall’ospitalità degli abitanti. Alla fine è diventato un modo di dire piuttosto usato, soprattutto dopo che ci hanno fatto un film qualche anno fa.

Negli ultimi anni al cinema è uscito un numero spropositato di film sul tema mito-storico. Contrariamente alle aspettative, a me non hanno fatto tutti impazzire perché mi danno l’idea che l’effettistica speciale sembri essere l’unica cosa che possa caratterizzare questo tipo di storie, spesso ‘appiattito’ il più possibile, soprattutto se sono opere dedicate a cose che sono fuori dal confine americano. Che poi sia Teseo, Perseo… un sacco di –seo.
Ci ho fatto caso solo io?
Se si tratta di film storici ‘americani’ – Lincoln, per esempio- l’attenzione è a tutto tondo. Costumi, luci, riprese, oggettistica, “credibilità”.
Al contrario, quando i film ‘storici’ trattano il bacino indoeuropeo solo in pochissimi casi ho notato che qualcuno ha almeno letto la pagina wikipedia e, solo in questo secondo caso, si sprecano parole di “ammodernamento, nuova visione”.
Personalmente ci vedo solo un bel film d’azione in costume, è intrattenimento; e l’intrattenimento è una bella cosa, perché diverti milioni di persone. Tuttavia ci crederò nell’ammodernamento del sistema quando vedrò Apollo con Giacinto senza gridare scandalo, e non sarà nemmeno ‘ammodernamento’, perché la storia è così da 2500 anni.
Inoltre mi ero abituata al fatto che trattavano tutto il bacino classico. Mi danno sempre l’idea che la fonte da cui abbiano tratto l’idea sia stato un altro film: se nel film prima non si è fatto un approfondimento esso non compare nel film in uscita. Ci si appoggia sull’immaginario condiviso.
A pensarci, deve essere questo meccanismo che ci ha salvato da un Troy 2- l’Alba di Alba Longa.

La Serendipità, qui, per me, sta nell’aver compiuto una ricerca su altre cose ed essere incappata in questo.

Ora, per me che disegno molto spesso divinità egizie, soprattutto il “mio” Seth felino, è stato… bho. Non lo so. Devo ancora capire. Ero così abituata ai -seo, a Zeus blabla Ade blabla che non ero preparata al pantheon nilotico, anche perché di quello ‘classico’ muovo più spesso Dioniso che, a parte in Percy Jackson, non l’ho mai visto comparire bene. Cioè, è un po’ come quando in Da Vinci’s Demon mi sono trovata nella prima puntata Milano, ero piuttosto incredula, sorpresa e… wow, se ne sono accorti, bellini, sono riusciti ad azzeccare quelle tre pirlate del Gian Galeazzo.
Ora, il mio Seth ora è felicissimo all’idea che sarà ‘interpretato’ da Gerard Butler, sta saltellando da giorni nei suoi sandali.
Probabilmente lo vedrò e spero non in 3d– dalla sinossi, pare che qualcuno abbia letto almeno 4 righe di wikipedia- il cast è potente ma sospetto la classica storia dell’Eletto mentre in realtà le divinità se ne stanno in pantofole – come in Immortals– e compaiono per 4 minuti per fare la loro baracconata di effettini e poi tutti a casa felici. La storia è di una semplicità estrema e, viste invece le fonti che ho deciso di impiegare io {c’è un mito in cui Iside uccide Osiride, concepisce Hor e poi uccide Ra, il loro re} mi da strano che Horus sia interpretato proprio dal mio Kingslayer preferito {a me la serie di G.o.T. non piace, ma i libri sì, sono sempre stata pro-Lannister} e Toth e Anubis siano un po’ come me li ero figurati.

Quindi ok, mi piace che ci sia un film che mostri il pantheon egizio. È inusuale, fino ad adesso avevo solo Stargate, Cleopatra, Adele e l’enigma del faraone e la Mummia. Questo sarà un film mitologico ed epico, il mito che hanno preso dice che Horus vince, non ho le pretese che posso avere con gente più concreta come Ramesse II.

Si perché, se sono un po’ perplessa ma non pretenziosa su un film che sarà proprio ridotto ai minimi termini {Seth cattivo ha preso il trono spodestando Hor e l’eletto dovrà ucciderlo per ripristinare l’ordine e tutti a casa felici, e il fatto che Seth sarà un puro antagonista maligno tagliato a filo sul facciotto di Gerard me lo dice il fatto che non è mai stata castizzata Nefti, la sorella-sposa, quindi difficilmente sarà ‘umanizzabile’: cambia il set, ma le dinamiche restano simili agli ultimi film} c’è anche ‘pseudo storico ma più mitologico che altro’ di Ridley Scott con Mosè. Credo quindi abbiano finito di saccheggiare il mondo classico e abbiano deciso di aprire le voci di Wikipedia collegate, ad Hollywood, e quindi stanno cercando di rilanciare la moda. Il problema è che gli egizi, come i pirati, sono una categoria considerata non remunerativa, così come nella Bibbia sono tanti gli eventi interessanti, ma molto pochi adatti alla pacchianeria hollywoodiana.
Ho visto solo il trailer quando lo ha postato un mio amico su FB, ridendo un po’ sul fatto che Mosè sarà interpretato da Batman e quindi sembra un ninja.

L’apparato non mi sembra male: se da un lato hanno azzeccato più o meno i vestiti {non è difficile: google, immagini “ramesse II”…} c’è questa strana cosa che Mosè si tiene la barba e i baffi già alla corte di Seti I, i carri e le armature che mi hanno fatto scambiare Bale per un ittita. Spero sia più carino della percezione che mi ha dato. Tuttavia, tolta la spettacolarizzazione della cosa, sinceramente mi fa un po’ tristezza che sia sempre e solo l’Esodo. Ma posso vedermi qualcosa che renda vagamente l’idea di cos’era l’Egitto a quei tempi solo perché ci passa una disgrazia biblica per caso?

Seti I e Ramesse II: davvero l’unica cosa che vale la pena mostrare sono una tempesta di fuoco, della grandine, locuste e 100 carri rotanti come nel Gladiatore che fanno le impennate? Davvero dobbiamo aspettare che a Frank Miller giri lo squinterno per vedere tipo una panoramica di Serse davanti al suo popolo che ok, era esageratissimo e photoshoppatissimo, ma un’idea di cos’era la grandezza delle sue città?
Tanto per dare un’idea di cosa c’era all’epoca: gli scontri prima e i rapporti più amichevoli con Muwatalli, i principi-pirati, le figure di Nefertari prima e Isinefret poi, le campagne militari, i rapporti con LE civiltà vicine, non solo le tribù ebraiche, le rivoluzioni del culto, il boom di architettura e cultura {nel film animato del Principe d’Egitto si vede}, Abu Simbel, le missioni per risalire il Nilo che sono andate ben più in là rispetto a quelle dei romani.
Forse  Muwatalli si salva, credo comparirà in questo Exodus – di questi tempi, “la minaccia da Oriente” è diventata un evergreen- perché ho paura che la battaglia di Qadesh sia stata infiocchettata per Mosè.

Ci si sta basando sempre più su un “immaginario condiviso” che si sta impoverendo perché continua a rimpallarsi con le solite cose. Ci si basa solo sull’impatto visivo a volte per celare dei buchi logici enormi, o perché si ritiene troppo “difficile” da comprendere, sottovalutando la gente che va in sala, come se non fosse possibile unire dialogo sensato + costumistica + effettone o se la storia fosse considerata appannaggio solo di scienziatoni. Si stanno adattando libri di qualsiasi tipo nella speranza di pescare il numero necessario dal bacino di lettori, e non si stanno più sviluppando cose nuove.
Già nel 1920 avevano esaurito tutti i filoni e i film di Zorro avevano moltissimi seguiti, così come Tarzan. Avevano già adattato tutto l’adattabile e girato tutto il girabile perché potevano creare cose nuove. Poi ci sono stati assestamenti, migliorie, rinnovamenti, ma un continuo remake, reboot e carenza di contenuti non me lo ricordo.

Si prendono gli eroi non perché raccontano una storia eterna e tante altre belle cose, ma perché si spera che nella nostra infanzia ci ricordiamo di Ercole, Achille e Paride e le cose lasciate a metà le foderiamo noi, altrimenti se fosse solo per il fattore Epicità a Manetta avrebbero già fatto dieci film dedicati al ciclo dell’Ulster. Voglio dire, gli effetti speciali di Highlander sono negli ultimi 4 minuti e sono disegnati, ma è un bel film perché è un bel personaggio epico ex novo.
Tolto lo schermo verde e la post produzione, sarebbero comunque prodotti che stanno in piedi?