Cartoomics & ComiQube

Dato che la Cartoomics si avvicina rapidissimamente (@.@) sto disegnando un sacco di cose.
Non ho idea di come ma siamo già al 23 febbraio, solo ieri era il 20 gennaio.
La Cartoomics di Rho Fiera si svolge dal 3 al 5 marzo. Io sarò al tavolo 91, padiglione 20, area fantasy.

Qui il recappino generale:copertina-1-a

Qui la mappetta su come trovarmi nello specifico {ho con me un’anfora e una capra, potrebbe essere  più facile del previsto }:

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E questo per i coraggiosi che si appropinquano al mio stand.

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In ultimo oggi è uscito sullo store di Comiqube il primo capitolo di “Chiantishire”!

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“ComiQube” è una app disponibile su android {ios è in sviluppo}. Raggruppa tutta una serie di webomics che altrimenti sarebbe da leggere singolarmente cercandoli sui social. Io pure ne ho trovati di bellissimi che prima non conoscevo in questi mesi che la appina è stata lanciata.

Al momento sto lavorando per il secondo capitolo, sarà disponibile quanto prima!

Lavorare a Luglio (Parte II)

Per una serie di motivi, dicevo, la pianificazione del mio ‘lavoro’ estivo ha subito uno scossone modello tsunami.
Il primo motivo è puramente lavorativo: mi è capitata una collaborazione molto seria, e di conseguenza quello sarà il mio “lavoro vero” per molto tempo – almeno fino all’autunno con il giro di boa di Lucca.
Il secondo è puramente di salute: tra infortuni e caldo – non in questo ordine e non necessariamente miei – il vario lavoro di preparazione si è rallentato molto.
Tuttavia tra una cosa e l’altra sono riuscita a sistemare i primi storyboards miei personali, gli sketch, completare la sceneggiatura e altre cosine che mi faciliteranno il lavoro materiale.
Il mio piano era arrivare ai primi di settembre con le cose già avviate, ma non ho idea se questo avverrà in pieno come l’avevo pianificata in toto. Così ho deciso che qualcosa doveva essere sacrificato.

Intanto vi raggruppo le prime cose mie, una panoramica che non è nuova per quanti hanno il piaccino sulla mia pagina FB.

Sì, io scrivo in sanscrito demotico per i testi e fortunatamente i definitivi li inserirò poi digitalmente.
Questo è uno dei tre progettini che avevo in mente sul tempo breve. Ha già una Madrina di tutto rispetto e sono riuscita a mettere assieme un branco di readeriani con un Alfa e tre Beta. Non so preventivare una data di ‘uscita’ qua o dove altro lo posterò, soprattutto in questa estate che più che bollente sembra telematicamente deserta, ma pian piano si stanno formando.

Questa storia in particolare è ambientata a Milano, le sue coordinate sono urban fantasy (credo; ho una catalogazione molto semplice delle cose, io) e non ho idea di che altro dirvi a parte che per ora ha un numero imprecisato di episodi, e che è il progetto numero 1; il 2 tratta di menadi, il 3 di fatine, e sono conclusivi, oltre che da eseguire con una tecnica molto diversa e quindi un po’ più laboriosi, motivo principe per cui ho deciso di rimandarlo più avanti, soprattutto perché non mi piace l’idea di postare una pagina a settimana, ma preferisco pagine in mazzi da capitolo. Di certo arriveranno appena il lavoro vero si stabilizzerà e avrò idea di quanto tempo libero mi resterà – ora è tutto molto nebuloso da parte mia perché non ho ancora una ben chiara idea di quanto tempo mi prenderà, ma ok, queste sono le basi!

Stay Angry, Stay Puft!

Se nelle giornate di ieri e oggi non vi siete giustamente calcolati di pezza il sito dell’expo di Milano, ci abbiamo pensato noi ‘artisti/creativi’.

Sì, noi, quella massa sparpagliata di stronzi che pretendono di essere pagati per tre disegnetti, lo slogan, il logo per la tua ditta, le caricature del tuo vernissage, le foto del tuo matrimonio / battesimo della creatura urlante, gli inviti, il design delle tovagliette della tua trattoria, il layout del tuo canale di youtube etc etc. Una frazione di esosi bastardi che quando sei illuminato sulla via di Damasco dall’idea del millennio ti parlano di preventivi, tasse e soldi e non capiscono la tua fottuta genialità.
E tu, meravigliat* pensi a quel nipotecugin* che in fondo anche l*i qualcosa del genere fa. Pasticcia su della carta, vedi che hai ragione a pensare che questi bastardi si arricchiscono alle tue spalle, e tu pure gentile a offrirgli qualcosa per nutrire il loro hobby. Perché i creativi sono creature strane, no: sembrano esseri umani, in apparenza. In realtà vivono filtrando l’acqua dall’aria come alcune piante e, come tali, non hanno bollette intestate da pagare.
Detto questo, immaginate come se l’italiano medio che quando sente parlare di cifre e preventivi strabuzza meravigliato gli occhi, quello che non capisce perché non accettate la pubblicità agli amici che ti fa anziché sganciare il bonifico senza doverlo aspettare sotto casa fosse enorme.

Gigantesco.

Gargantuesco.

Come se Gozer il Gozeriano fosse un italiano medio: un gigantesco Italiano medio di pasta Puft alto come i palazzi di Manhattan, e quell’italiano medio si chiama:

*esplosione di bulbi oculari tra 5, 4, 3...*

*esplosione di bulbi oculari tra 5, 4, 3…*

Io con photoshop avrei anche fatto qualcosa di un pelo migliore. Tipo ecco, non avrei ritagliato le immagini di una modella famosa lì in basso a destra da un inserto sfilate, e nemmeno messo le palme. Ma solo perché a Milano abbiamo più platani e ippocastani, eh. Avrei messo quelli.
Dove ieri abbiamo passato tutti qualcosa come 7 minuti buoni di black out mentale a cercare di capire se fosse uno scherzo o meno. È così brutta, così mal fatta che c’è stato dell’impegno per assemblarla.
Io faccio parte di quella risicata fascia di creativi che non è che mi indigno con cordialità, no: io mi incazzo potentemente. Questo è il genere di cose che fa salire i miei probabili sedimenti di dna Cimbro in superficie. Faccio da 0 a Berserk km/h in 7 secondi.
edit: L’immagine c’è ancora (a ‘saltello’ scompare) ma io l’ho recuperata, anche se piccina. Sia mai che cotanta merdaviglia andasse perduta nell’etere e dimenticata. No no, la terrò come monito anche dopo che verrà SPERO rimossa.

Ricapitoliamo.

Il signor Expo Milano 2015 (da qui in poi, per comodità, lo chiamerò mr. Puft) ha organizzato una mega festa gigantesca. Ce lo raccontano da mesi: spot bellissimi, servizi al tg un po’ meno, realtà ancora di più {io che sono della periferia di Milano, ancora ancora di più}.

Eppure mr Puft sembra così affidabile e solido, ha una faccia simpatica.
A parte quando ammicca, lì è davvero inquietante. E per inquietante intendo che se c’era bisogno di una mega indagine e di attivare delle commissioni antimafia per accorgersi che della gente dai tempi di truffe imponenti del ’90 è entrata con una tranquillità tale, forse non stiamo messi bene. Cioè, secondo me è sbagliato a monte, dovrebbe esserci un controllo che parte appena i nomi vengono scelti, così che le commissioni possano planare a prendere a calci rotanti i furbetti.

Comunque, Mr Puft ha invitato un sacco di amici, “ehi, ci sarà un sacco di gente al mio evento! Vieni dai! Costa solo 40 euro il biglietto!”

 “Vieni a fare il volontario, ti pago in visibilità! Dovrai assistere turisti paganti da ogni parte del mondo, mica senzatetto alla Caritas, ringraziami, fa curriculum.
Dai, fatemi un logo! Fa nulla se è il logo più imbarazzante della storia della vita sulla terra, va bene, dai.
Fammi un’immagine che accolga i visitatori sul mio sito, dai! La vedranno tutti, pensa che bella pubblicità che hai!”

Questo è quello che succede su larga scala, dal micro al macro.
Il Micro Mr. Puft può essere chiunque, da chi vuole “solo” un disegnetto manga a chi vuole un fotografo per il proprio book. Si contraddistingue per alcuni fattori, ma il più costante è questo mix di prepotenza, egocentrismo e impunità. “La mia idea è geniale, è preziosa, tu sei solo manodopera, voglio togliermi questo sfizio di ottenere un lavoro gratis, ti sto facendo un favore. Le tasse non servono a nulla, i contratti men che meno”.
Il Macro Mr. Puft è una ditta.
In questo caso, una ditta gigantesca che ha delle entrate pazzesche che non è capace nemmeno di pensare “forse dovrei pagare un professionista per questo incarico”.

Ho tenuto l’immagine come monito. Così, giusto per ricordarmi quanto fa schifo questo paese in verticalità, dal  minimo al massimo, perché l’unica cosa che questa immagine ha mostrato al mondo per 24 ore è che per la mia categoria non c’è posto nel mio paese, men che meno nella mia città, che siamo considerati oltre che inutili, siamo proprio zavorra, perché ci sono così tanti mr Stay Puft che tanto possiamo incazzarci quanto ci pare, ma le cose non cambieranno.

Ponti

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Una delle cose che sto preparando al momento da portare nel portfolio per Lucca C&G, una delle mie robine inchiostrate a tema ‘urban qualcosa bho fantasy -ci serviva una scusa per picchiarci in maniera scenica’.
Ieri ho lanciato il disegnetto sulla mia paginina di FB per testare la riconoscibilità del luogo e pare ci abbia azzeccato *-*

Questo ‘bellissimo’ ponte esiste davvero, e collega via Tortona a Porta Genova a Milano, passando sopra ai binari. Molto rude di aspetto – sono travi di ferraccio punzonate che si atteggiano a motivo decorativo – se adesso ci passate sopra dovreste vedere disegni bombolettati e manifesti di appuntamenti improbabili autoprodotti. NOn so come si chiami per davvero, noi lo abbiamo sempre chiamato ‘ il ponte di ferro’ ( o ‘dèfèr’ tipo).
Nonostante la zona sia sempre vivace, pare che siamo davvero pochissimi ad accorciare la camminata per passarci sopra.
Per la cronaca, Cip & Ciop sono due creature pseudo Vampiro, appena ho tempo -e una linea- cercherò di postare quelli ancora piu’ vecchi di questi due ‘giovani’.

Stappo-video

Oggi post rapido e volante di informazione.

Ho partecipato coi ragazzi di Standouter ad un video di live drawing per il lancio del nuovo tappostrappo della Tuborg, che potete vedere cicciando qui, assieme a tutti gli altri.
La location scelta è il planetario ai giardini di Porta Venezia a Milano – abbiamo anche calcolato male i tempi e siamo state circondate da 300 bambini in gita scolastica sprovvisti di adulti, ma sono stati carini e la bimba che scaccia l’altro bambino per guardare il disegno “perché lei sa disegnare e lui no, quindi è più utile a lei” mi rimarrà per sempre nel cuore.

 

See ya!